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Malattie infettive, niente acqua e liquami che sgorgano dal sottosuolo: la "faccia" del campo nomadi

L'associazione «Nazione Rom» ha chiesto l'evacuazione dell'insediamento rom di Castel Romano: bambini a rischio

Malattie infettive, niente acqua e liquami che sgorgano dal sottosuolo: la "faccia" del campo nomadi

Con una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro dell'Interno Marco Minniti, al presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, al sindaco di Roma Virginia Raggi e a tante altre alte cariche dello Stato, l'associazione "Nazione Rom" ha chiesto l'immediata evacuazione e la ricollocazione abitativa dei 1076 abitanti del campo nomadi di Castel Romano, sito sulla via Pontina al confine fra Roma e Pomezia.

In particolare, la nota prende le mosse dalla constatazione che il campo si trova in condizioni igienico-sanitarie decisamente precarie, coi bambini che risultano maggiormente a rischio nel poter contrarre infezioni.

"Sono accertate - si legge nella nota - le drammatiche condizioni di vita per 1076 cittadini ivi residenti: presenza di malattie infettive, mancanza di acqua, presenza di liquami fognari sgorganti dal sottosuolo, terreni inquinati, area inquinata, bambini ricoperti di piaghe, presenza di scarafaggi e topi di enormi dimensioni, impianti elettrici non a norma, rischio di folgorazione, il tutto determinante una condizione strutturale ingovernabile ed irriformabile".

Insomma, una situazione molto delicata, per la quale l'associazione auspica un intervento dello Stato in brevissimo tempo.

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