Altri venti manifestanti che dieci giorni fa sono scesi in strada per gridare ad alta voce il proprio disagio e la propria rabbia, per la situazione assurda che si sta vivendo nel sudpontino a causa della crisi idrica, si sono presentati al commissariato di polizia di Formia per autodenunciarsi.
Lo avevano detto sin da subito, sin dall'indomani del terzo giorno di manifestazione, quando decisero di invadere le tre arterie - Flacca, via Vitruvio, via Rubino - che attraversano la città, provocando la paralisi totale del traffico locale e non solo. La Flacca è una strada molto trafficata soprattutto a livello di mezzi pesanti. Le prime centinaia di denunce vennero formalizzate dal vicequestore del commissariato di Gaeta, Maurizio Mancini, che in quei giorni reggeva anche il commissariato di polizia di Formia. Al rientro del dirigente del commissariato di via Olivastro Spaventola, Paolo Di Francia, sono continuate le identificazioni, ma al momento si stanno ancora valutando una serie di elementi e posizioni.
L'altro giorno in commissariato si sono presentate venti persone che hanno chiesto di autodenunciarsi, ma il dirigente ci va cauto e sta valutando le posizioni di ciascuno. Un gesto di grande solidarietà quello delle persone che vogliono denunciarsi, per avere manifestato senza autorizzazione e per avere interrotto un servizio pubblico. Un segnale forte per far trasparire chiaramente che la protesta è di tutti.
Intanto il pool di avvocati che assiste decine di cittadine e cittadini del sud pontino, nel giudizio di Class Action contro il gestore dell'acqua pubblica Acqualatina S.P.A., ha chiesto di poter conferire con il Procuratore, al fine di «renderlo edotto di fatti e circostanze che potrebbero essere di rilevanza penale nell'ambito di procedimenti già in corso ovvero che potrebbero generarne di nuovi, in relazione a fatti ed omissioni perpetrati a danno dell'utenza in questi anni e culminati, nelle ultime settimane, con la interruzione della fornitura».