E' stata definita una priorità assoluta nella nuova gestione pensata dall'amministrazione Coletta: garantire il raggiungimento di almeno il 65% di differenziata quando attualmente il Comune di Latina non arriva al 30%. E su questo default cronico che stride con le ambizioni future e genera criticità ambientali e costi ulteriori caricati in bolletta non pesano solo le scelte politiche sbagliate inanellate negli anni, ma incide anche l'inadeguatezza nel gestire i fondi che arrivano dai bandi pubblici. Un esempio sono i finanziamenti messi a gara dal 2006 al 2012 dall'amministrazione provinciale su mandato della Regione e destinati alla riduzione, recupero e raccolta differenziata dei rifiuti urbani. In questi sei anni il Comune di Latina è stato destinatario di circa 2 milioni e 200mila euro, non proprio briciole apparecchiate sulla tavolata del ristoro alle esangui casse pubbliche. Di questi soldi l'amministrazione del capoluogo ne ha ricevuti la metà, circa un milione e 100mila euro ma ne ha utilizzati e rendicontanti solo 400mila euro. Il risultato è che via Costa ha chiesto indietro 600mila euro, soldi non utilizzati come da progetto per la raccolta differenziata. Sciatteria delle vecchie amministrazioni? Dimenticanza? Rimpallo tra enti? Per capirlo bisogna innanzitutto chiarire il meccanismo di questi bandi regionali, come fu fatto anche in una recente commissione trasparenza nel quale si parlò dei primi 300mila euro restituiti dal Comune a via Costa, e di come prevedano soldi destinati alle province che a sua volta li smistano ai Comuni in base ai progetti presentati. Chi ha percentuali di raccolta differenziata più basse viene incentivato e dei finanziamenti stabiliti con una graduatoria il 50% viene erogato subito ed entra nelle casse del Comune, mentre il restante 50% viene erogato con la rendicontazione della spesa. Va da sé che nel caso specifico il Comune di Latina non perde solo i 600mila euro di cui ha già restituito la metà con determina numero 2886/2017, ma anche quei potenziali un milione e 100 mila euro che avrebbe ottenuto nel caso avesse portato a termine il progetto. Le responsabilità affondano nel passato e solo una piccola parte sono imputabili all'attuale amministrazione. A spiegare perché sia sfumata questa carta per pochi mesi è l'assessore Roberto Lessio: "Ci siamo trovati con il problema di questi fondi appena insediati e con la possibilità di rendicontazione che scadeva a luglio 2016, abbiamo chiesto una proroga che ci è stata concessa fino a dicembre. Il problema è stato che avevamo pensato di ristrutturare le isole ecologiche a Chiesuola e Latina Scalo, ma nei sopralluoghi sono emersi problemi di staticità nelle strutture portanti e andavano acquisiti i pareri del Genio civile. Per questa ragione non siamo riusciti a rispettare i tempi, perché dovevamo portare a termine il progetto e rendicontare le spese"

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (15 settembre 2017)