Proseguono le indagini dopo l'operazione della Squadra Mobile conclusa nel fermo di tre cittadini di origini romene ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata e lesioni personali.
I fatti risalgono al 10 settembre scorso, quando poco dopo la mezzanotte, la Sala Operativa della Questura di Latina veniva informata di un'aggressione e di una rapina ai danni di quattro persone originarie del Bangladesh, gestori di un negozio di alimentari nel capoluogo. I commercianti venivano aggrediti da tre uomini e una donna armati di bastoni, una bottiglia di vetro e due grossi coltelli da cucina, per poi venire derubati di 5.640 euro. Uno dei quattro aggressori, alle prime luci dell'alba di ieri, si è però allontanato dal territorio Italiano, tornando in Romania, così come è stato accertato tramite l'acquisizione della copia del titolo di viaggio. I tre individuati e sottoposti a fermo di indiziati di delitto, associati presso la Casa Circondariale di Latina (mentre la donna a Rebibbia a Roma) sono: Sandu Caraiman del 1981, Silviu Turturenu, del 1990 e Cristina Dumitrache, del 1985.

Si sono presentati a Latina con un curriculum da ladri, ma non si sono accontentati di assumere il controllo dei furti con scasso. Mutuando i metodi delle nostre organizzazioni criminali si sono evoluti e ora puntano a interessi più importanti per ampliare i loro affari illeciti. Le bande di criminali romeni che hanno la loro base in città ormai da tempo si stanno organizzando per elevarsi a un livello superiore. È questa l'analisi che ci offre la Squadra Mobile a margine dell'operazione lampo che ha portato i tre stranieri in carcere descrivendo l'evoluzione di un sodalizio che da tempo sta cercando di imporre la propria legge nel quartiere popolare di fondazione "Nicolosi". "I protagonisti di questa vicenda sono tutti romeni, dediti in origine ai reati contro il patrimonio - ci spiega il vice dirigente della Mobile, il commissario capo Roberto Graziosi - Ascoltando il racconto delle vittime, colpisce la violenza con cui hanno agito: basti pensare che uno dei romeni è persino salito sulla cappotta di un'auto in sosta per saltare sul torace di una delle vittime con maggiore enfasi». Lo spaccato descritto dalle vittime ha permesso di osservare l'episodio da un altro punto di vista. «Al momento di integrare la denuncia - spiega ancora Graziosi - Uno dei commercianti bengalesi ci ha riferito che alla fine di giugno aveva già subito una sorta di intimidazione da uno degli stessi romeni che sabato scorso gli hanno teso l'agguato".

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