Il Presidente del Tar vuole esaminare nel dettaglio gli atti della gara per l'affidamento del servizio di assistenza ai disabili, un contratto triennale da dieci milioni di euro stipulato con la Osa società cooperativa dopo la lunga gestione di Universiis chiusa con l'appalto, seguito a due proroghe, dunque non ce ne poteva essere una terza pena la violazione della legge sugli appalti pubblici. Ma proprio Universiis ha impugnato l'esito del bando e in primo grado aveva ottenuto sempre dal Tar di Latina la sospensiva del provvedimento di ratifica del vincitore della gara. Ordinanza avverso la quale l'amministrazione comunale ha presentato appello al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la precedente decisione lasciando il servizio ad Osa soprattutto al fine di garantire la continuità dell'assistenza in un settore così delicato. Ieri c'era da verificare il merito delle eccezioni che la ricorrente Universiis ha sollevato in specie circa il numero delle ore di formazione del personale, ritenuto troppo basso, per competere al bando, dunque un'illegittimità legata alla valutazione dell'offerta che sarebbe stata sovrastimata rispetto alle reali capacità della cooperativa Osa. La società Universiis ha chiesto e ottenuto l'integrazione degli atti allegati al ricorso e in specie avrà la possibilità di produrre tutta la documentazione delle società che hanno partecipato alla gara per i servizi di assistenza ai disabili. La prossima udienza è fissata per il 23 novembre e in quella data si saprà che il Tribunale vorrà accogliere la richiesta di annullamento dell'affidamento della gara. Nel frattempo il servizio resta al primo affidatario, ossia alla Osa sempre in considerazione del fatto che è necessario garantire l'offerta di assistenza alle famiglie. Infatti il lotto numero 1 riguarda per l'esattezza i servizi integrati di sostegno e aiuto alla disabilità. In fase di appello la coop Osa non era costituita in giudizio contrariamente al Comune, quale appellante, e alla Universiis. E la decisione del Consiglio di Stato è stata assunta dopo aver «considerato che le censure prospettate dalle parti meritano di essere approfondite nella più opportuna sede del merito» e che «nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello pubblico a garantire la continuità del servizio già affidato in via d'urgenza alla Cooperativa Sociale di lavoro Operatori Sanitari Associati».