Ingaggiato per i lavori di ristrutturazione di un negozio, ha accettato con la promessa, dei suoi clienti, che avrebbero ottenuto un finanziamento per pagarlo e come garanzia ha accettato alcuni effetti bancari. Ma una volta conclusi i lavori, i soldi non sono arrivati e quando l'imprenditore si è presentato ai committenti per cercare con loro una soluzione, prima è stato minacciato, poi ha subito un'aggressione. La vittima è Roberto Consoli di 53 anni, titolare dell'impresa edile "Latina Ristrutturazioni".La vicenda, ora al vaglio degli investigatori della polizia, si è consumata tra l'estate e i giorni scorsi, quando si è registrato l'episodio di violenza che ha spinto l'imprenditore a presentarsi in Questura per formalizzare la denuncia, descrivendo l'escalation di episodi che lo hanno visto come vittima. Tutto è iniziato a marzo, quando Consoli è stato contattato da un uomo e da sua madre, intenzionati ad affidargli la ristrutturazione di un negozio a largo Giovanni XXIII per l'apertura di una nuova gelateria. I lavori iniziano il mese successivo, dopo avere pattuito una spesa di 29mila euro, poi scesa di duemila euro con il pagamento di quella somma attraverso la cessione di un'automobile. Inoltre madre e figlio hanno consegnato all'imprenditore quindici cambiali e due assegni a garanzia del pagamento che, tuttavia, garantivano con un finanziamento, per ottenere il quale stavano ultimando le pratiche. Il titolare dell'impresa edile si è fidato e ha portato avanti i lavori anche perché, a garanzia dei committenti, era intervenuto anche un politico del capoluogo che, a quanto pare, gli aveva detto di essersi impegnato per l'erogazione del finanziamento.

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