Per la Cassazione il ricorso promosso da tre privati contro la decisione del Tribunale del Riesame di confermare il sequestro legato al programma integrato è da respingere. La causa del Comune, invece, è stata rinviata al 20 novembre: i magistrati pontini dovranno pronunciarsi dopo l'annullamento con rinvio. La situazione, insomma, è sempre più ingarbugliata. Ieri il deposito dell'ennesima pronuncia. 

I giudici della terza sezione penale della Corte di Cassazione sono stati chiamati a decidere, dicevamo, sul ricorso promosso da tre privati che, sebbene non indagati, risultano titolari di alcuni dei terreni interessati dal provvedimento cautelare.
Tutti e sette i motivi di ricorso non hanno trovato accoglimento da parte dei giudici di legittimità. «I ricorsi - scrive la Cassazione - sono infondati e pertanto i medesimi debbono essere rigettati». Neppure il terzo motivo d'impugnazione, argomentato dall'asserita buona fede dei ricorrenti, è stato accolto. Questo perché - si legge in sentenza - gli stessi privati non risulta abbiano effettuato «una qualche attività di verifica sulla legittimità dei provvedimenti adottati dal Comune di Sperlonga, risultando, piuttosto, che gli stessi avevano avuto piena contezza della natura privatistico residenziale dei prevalenti interventi con essi previsti».
Il ricorso è stato dunque respinto e i privati sono stati condannati alle spese.
Si attende ora la decisione del Riesame, che dovrà tornare a pronunciarsi sul piano integrato dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione.
L'udienza è prevista per il 20 novembre.