L'ufficio giudiziario «figlio di un dio minore» questa settimana mostra quanto pesa davvero. Perché da ieri è iniziata l'astensione dalle udienze dei giudici di pace che qui macinano fascicoli, sentenze, udienze, esame di perizie, una sezione del Tribunale di Latina distaccata e un po' dimenticata dove, però, gira un mondo. Si vede dal parcheggio strapieno già alle 8.30. Si vede un po' meno dal palazzo anonimo in cui è confinato un pezzo determinante della giustizia pontina, a pochi metri da quel tempio incompleto che è la cittadella giudiziaria, prossima sede di tutti gli uffici. Ma lo sarà solo quando verranno trovati e utilizzati altri otto milioni di euro. Per adesso si lavora qui, in un'ala che affaccia sul centro commerciale con tre giudici di pace alla sezione civile, la più affollata, quella che ha difficoltà pure ad archiviare i fascicoli perché mancano gli spazi, anche se in realtà esiste un altro piano dedicato allo stesso ufficio del giudice di pace ma ancora inutilizzato perché va «riorganizzato». Il primo giorno di sciopero dei giudici di pace coincide anche con uno dei momenti più tranquilli perché gli avvocati e i collaboratori sono stati avvertiti in anticipo con appositi avvisi.  In bacheca ci sono anche le motivazioni dell'astensione, ossia «la condizione dei magistrati onorari e dei giudici di pace a partire dalla precarietà del rapporto, al trattamento economico e previdenziale discriminatorio, alla carenza di tutele per la maternità, la salute e gli infortuni sul lavoro, fino al disconoscimento dei diritti alle ferie ed al trattamento di fine rapporto». Per tale ragione questa settimana le udienze che saltano sono poco meno di 300 solo per la sezione civile, posto che ciascuno dei tre giudici tratta in media 40 cause ad udienza ma ci sono dei ruoli anche molto più lunghi, mentre nella sezione civile la media dei fascicoli per ogni udienza oscilla tra i 20 e 25. Ciò che incide non è soltanto un rinvio che va dai quattro ai cinque mesi, ma anche il costo che questi si portano dietro con il rinnovo delle notifiche. Il giudice di pace di Latina era stato pensato come un ufficio secondario anche sotto il profilo della collocazione urbana.
Oggi conta 12 operatori amministrativi e sono comunque troppo pochi per la mole dei ruoli, come si evince da una qualunque delle udienze dei giorni di «non sciopero» con il pianerottolo affollato e lunghe file. Va forse analizzato cosa si aspetta chi arriva qui: l'annullamento delle multe dell'autovelox, il risarcimento dei danni causati dal cane del vicino, l'accertamento delle violazioni del regolamento di condominio da parte del locatario sparito o inadempiente.
Visti da lontano sono soltanto piccoli casi facilmente risolvibili, invece generano fascicoli voluminosi e liti anche sulle scale di ingresso. A suo modo e in qualche modo questa sede giudiziaria è assai simile a tutte le altre e per certi versi un luogo persino più delicato. Quella appena cominciata è una settimana di rivendicazione dei diritti di giudici che fanno i giudici tutti i giorni ma non sono riconosciuti davvero come tali. Ed è il test migliore per capire: la prima settimana di tregua dal vortice caotico che c'è in tutte le aule, tutti i giorni.