Ancora degrado nel cuore del centro storico di Nettuno. Dopo le segnalazioni relative alla presenza di scritte sulla facciata della Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, abbiamo deciso di fare una passeggiata in via del Cavone, zona che tre anni fa circa venne interessata da profondi lavori di restyling e pulizia delle pareti dopo anni di abbandono.
Purtroppo, lo spettacolo è stato avvilente: maleodore, sporcizia, arredi rotti e tante, troppe scritte sulle mura medievali.

Triste escursione
Che si inizi a percorrere il Cavone dalle scalette di piazza Marconi o da quelle di via della Resistenza Nettunese, lo spettacolo è sempre il medesimo: alla suggestiva vista sul Forte Sangallo e sulla spiaggia di ponente - ma anche sul porto turistico - si affiancano scritte di dubbio gusto, riportanti nomi d'arte dei graffitari ma anche messaggi rivolti a chicchessia, il tutto con evidente danno per il patrimonio storico locale.
Le scritte, vale la pena evidenziarlo, sono praticamente ovunque: dalle pareti delle case ai mattoncini della torretta, fino al parapetto e alle ringhiere in ferro, ma anche sulle porte e sulle panchine. Gli arredi, peraltro, sono stati danneggiati e - a giudicare da quanto presente accanto alle panchine stesse - non è detto che si consumino soltanto sigarette e bottiglie di birra.

Un danno d'immagine
Chiaramente, oltre all'aspetto economico dei danni - che subentrerebbe qualora il Comune decidesse di intervenire per ripulire i muri dai graffiti e sostituire gli arredi danneggiati - c'è da considerare quello legato all'immagine della città. Il Borgo medievale, infatti, dovrebbe essere la vetrina di Nettuno e, invece, rappresenta il punto più degradato del centro urbano. Che si tratti del Cavone o delle caratteristiche viuzze della città medievale, ogni angolo è stato "massacrato" da chi, senza rispetto per niente e nessuno, ha deciso di appropriarsi di questa zona per fare tutto ciò che la legge non consente.

Denaro pubblico al vento
Ciò che fa male, passeggiando sul Cavone, è anche la consapevolezza che tanti soldi pubblici sono stati praticamente gettati al vento. I lavori voluti dall'amministrazione Chiavetta per riqualificare quest'area del Borgo, infatti, furono finanziati dalla Regione Lazio e portarono a un completo restyling del camminamento di ronda. Purtroppo, di quegli interventi è rimasto ben poco a causa dell'incuria e della mancanza di controllo. Ricordiamo, a tal proposito, che il Cavone - così come la zona retrostante la Chiesa di San Giovanni - è sprovvisto di qualsiasi sistema di videosorveglianza; in più, l'accesso è consentito anche durante la notte, al contrario dello "Steccato" dove, col far della sera, vengono generalmente chiusi i cancelli che danno accesso al camminamento di ronda che volge verso viale Matteotti.