L'esultanza di cittadini e amministratori era stata pari alla visibilità di titoli sui quotidiani e sugli altri mezzi di informazione locale. «La discarica non si farà», oppure «Il mondo politico esulta», e ancora «Vittoria civica dopo le delusioni».
Era il 21 giugno di quest'anno, poco più di tre mesi fa, quando l'assessore regionale all'ambiente aveva dato ufficialmente la notizia: la conferenza dei servizi sulla valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione di una discarica per rifiuti in località La Gogna ad Aprilia si era definitivamente pronunciata negando la concessione della VIA. E come era sembrato di capire, bocciando una volta per tutte il progetto presentato dalla Paguro srl, società di riferimento della famiglia Altissimi, a sua volta titolare della Rida Ambiente di Aprilia.
«Abbiamo sempre sostenuto che quel sito non è idoneo per ospitare una discarica», aveva commentato il sindaco di Aprilia Antonio Terra.
«La decisione della Conferenza dei servizi – aveva sottolineato il consigliere regionale del Pd Enrico Forte – è la riprova dell'attenzione posta dalla Regione Lazio alla tutela dei cittadini e del territorio». Insomma, un evento salutato come una vittoria sul campo al termine di una battaglia che ha visto i cittadini veri protagonisti. Ma gli entusiasmi di quello scorcio di inizio estate sembrano destinati a sfumare con l'arrivo dei primi segnali d'autunno: la Conferenza dei servizi che aveva bocciato il progetto della Paguro srl non è mai stata effettivamente chiusa né dichiarata estinta. Quel procedimento è «in sonno», per dirla alla maniera dei massoni, e si tiene in vita grazie ad una sorta di coma farmacologico-amministrativo..