Il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone alza il tiro sull'impianto di mitilicoltura autorizzato alla cooperativa Mitilfregrea: «A fare chiarezza sarà Pignatone. Sulla vicenda presenteremo, infatti, un dettagliato e puntuale esposto alla Procura della Repubblica di Roma», scrive in una nota in cui lamenta «la non risposta ricevuta da parte dell'assessore Hausmann all'interrogazione discussa oggi al question time» in cui il gruppo consiliare chiedeva la revoca in autotutela della determina dello scorso luglio. Due le questioni poste all'attenzione dall'esponente azzurro. Questioni che, incalza, «possono essere definite solo dei falsi in atto pubblico e delle omissioni». La prima questione «riguarda la posizione della Capitaneria di Porto di Gaeta che non ha mai espresso, a differenza di quanto riportato nella determina di autorizzazione all'impianto, alcun parere favorevole e che, in una nota datata 17 agosto 2017, ha chiesto alla struttura regionale competente chiarimenti sulle numerose incongruenze dell'iter procedurale». Ma non solo: «Il secondo riguarda il fatto che la Regione non ha citato nella determina di autorizzazione alla Mitilflegrea il parere contrario, espresso con delibera di giunta, dal Comune di Sperlonga». Contestata la gestione dell'intera vicenda, soprattutto per il fatto che l'assessore si rimette alle decisioni del Tar. Infine, Simeone accusa la Regione di non si starebbe adeguando a una legge, quella del 2016, «contenente le disposizioni a tutela della costa laziale, che stabilisce che alla conferenza dei servizi promossa o indetta ai fini del rilascio o del rinnovo della concessione demaniale ad uso acquacoltura in mare partecipa l'amministrazione comunale. Sono i Comuni territorialmente competenti a rendere parere tecnico in merito alla compatibilità dell'impianto con le attività turistiche ed economiche del territorio e non altri. Se a questo aggiungiamo che al procedimento per l'istanza di concessione presentata dalla Mitilfregrea ad ottobre 2014 ha partecipato sempre e solo il Comune di Sperlonga e mai il Comune di Fondi che con l'atto finale di luglio si è vista calare dall'alto la concessione per la realizzazione di un impianto di mitilicoltura di cui sostanzialmente non sapeva nulla perché non è stato messo, proprio grazie alla superficialità della Regione Lazio, in grado di capire cosa stesse accadendo».