Il ricorso del Cotral contro il Comune in merito all'ampliamento del deposito degli autobus situata in zona Parchi è inammissibile.
Lo hanno stabilito i giudici del Tar di Latina, i quali hanno esaminato il ricorso presentato dall'azienda di trasporti, affinchè fosse accertata l'eventuale violazione ed elusione da parte del Comune, dell'obbligo di rilasciare il permesso di costruire, e comunque, di pronunciarsi sulla domanda di ampliamento del deposito di bus. Lo stesso Cotral, attraverso l'avvocato Marcello Cardi di Roma, aveva chiesto, in caso di accoglimento del ricorso, l'adempimento delle richieste e il risarcimento danni entro 30 giorni. Infine aveva chiesto anche la nomina di un commissario ad acta, nel caso non di fosse proceduto al rilascio della concessione. Il Comune si è costituito con l'avvocato Santo Di Pasquale, ricordando che ad una prima richiesta del giugno 2016 il Comune sospendeva l'esame della pratica in attesa della presentazione da parte del Cotral di nulla-osta sanitario, certificato prevenzione incendi e attestazione di conformità alla vigente normativa in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche e il pagamento di oltre 36.000 euro per oneri concessori.
A dicembre scorso l'azienda di trasporti presentava una nuova istanza precisando di non dover nulla per gli oneri concessori, alla quale il Comune non ha risposto. Per i giudici del Tar il ricorso è inammissibile «in quanto il rilascio del permesso di costruire è oggetto di "silenzio-assenso", sicchè essendo decorso ormai il termine per provvedere non v'è materia di "silenzio-inadempimento", nel senso che la questione che si pone nella fattispecie non è quella della violazione di un obbligo di provvedere entro un termine, ma piuttosto quella di accertare se ricorressero o meno i presupposti di formazione del silenzio assenso; lo stesso è a dirsi per la questione dell'obbligo di corrispondere i contributi richiesti dal Comune». Spese compensate.