Il motore montato sullo scooter, all'insaputa del proprietario, era rubato. Per questo un meccanico di Fondi, A.B. le iniziali, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi. Era chiamato a rispondere dell'accusa di ricettazione.  L'indagine, condotta dalla polizia municipale, inizia il 15 marzo 2013 durante i rilievi per un incidente. Il conducente dello scooter si allontana lasciando lì il mezzo e, come appurato dai vigili, quel mezzo montava il motore di un altro motoveicolo. Partono le indagini, che portano al proprietario e subito dopo al meccanico che qualche tempo prima ha eseguito dei lavori sul due ruote. Quel motore - consentiranno di accertare subito dopo le indagini - è stato portato via da un T-Max. Il furto è stato denunciato nel 2010.
Chiuse le indagini, nel 2014 è arrivato il rinvio a giudizio per il meccanico e per G.S., quest'ultimo accusato di favoreggiamento personale. Per il pm avrebbe aiutato l'altro imputato a eludere le investigazioni. Concluso il dibattimento, il collegio penale presieduto dal giudice Pierfrancesco De Angelis ha condannato il meccanico a due anni e otto mesi e a una multa di quattromila euro. G.S., invece, è stato assolto dalle accuse lui ascritte perché - si legge in sentenza - non è stata raggiunta la prova certa della sua colpevolezza.