Si sono aperte le porte del carcere, la casa circondariale di via Aspromonte, per il trentaduenne marocchino arrestato giovedì dai carabinieri per il furto in un negozio di Latina Scalo e considerato l'autore di una lunga serie di colpi tra il capoluogo e il quartiere della stazione, dove si spostava quasi sempre in bicicletta. Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Latina che lo ha processato con rito direttissimo.
Per porre un freno all'escalation di furti, tutti ai danni di attività commerciali e piccole aziende, i carabinieri della Compagnia di Latina diretti dal maggiore Carlo Maria Segreto nei giorni scorsi avevano pianificato una serie di mirati servizi notturni di controllo nelle zone maggiormente colpite da quello aveva tutta l'aria di essere, appunto, un ladro seriale. Tutte le testimonianze, laddove se ne sono raccolte, parlavano in maniera ricorrente di un uomo che si spostava in bicicletta. Ma la difficoltà principale riguardava la propensione, dello scassinatore, per le razzie nelle attività sprovviste di particolari dispositivi di allarme.
Per questo i militari del Comando stazione di Latina Scalo, coordinati dal maresciallo aiutante Amedeo Mauro, avevano dato vita a una serie di appostamenti con abiti e autopattuglie civili per individuare il ladro. Così è successo giovedì notte, quando i carabinieri hanno intercettato il marocchino, M.M. le sue iniziali, e lo hanno seguito assistendo al furto nel negozio gestito da cinesi in via della Stazione poco prima dello scalo ferroviario: sotto gli occhi degli investigatori lo straniero ha infranto il vetro di una porta e si è intrufolato nel locale dopo avere svuotato il registratore di cassa. All'uscita si è trovato in trappola, ammanettato dai militari.