È stata una scommessa, è costata e costa ancora sacrificio, soprattutto per chi è lì per ascoltare ed aiutare. Ma è stata vincente. E i frutti si vedono. Sette interventi in sei mesi, quasi uno al mese dal marzo 2017, quando ha inaugurato lo sportello d'ascolto dell'associazione Nadyr, che si occupa di accoglienza di donne vittime di violenza. Presto per fare un consuntivo. Non troppo invece per capire come procede il lavoro, quanto aiuto questo servizio sta dando alla società terracinese, alla sua componente femminile che troppo spesso balza alle cronache a maltrattamento già avvenuto, l'ennesimo, all'interno delle mura domestiche, senza che nessuno veda nulla. Un ascolto al mese è un numero inquietante. Soprattutto perché fa balenare il sommerso, quello che non si vede. Per ora non sono stati segnalati casi di maltrattamenti da parte di estranei, sconosciuti o persone conosciute per caso o da poco. Tutto avviene in famiglia. Quella d'origine o quella acquisita, col matrimonio o con la convivenza. Quasi tutti i percorsi di uscita dalla violenza, ci fanno sapere da Nadyr, si sono conclusi con l'inserimento delle donne in strutture protette. Casi seri, insomma, che hanno richiesto un allontanamento. E d'altra parte, quando le donne arrivano allo sportello, la situazione spesso è già degenerata. Non si tratta più di segnali sporadici. Siamo già alla violenza o alla persecuzione.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (9 ottobre 2017)