Sta facendo discutere - e non poco - la decisione del Comune di Nettuno di riappropiarsi, con tanto di cambio dei lucchetti e affissione dei cartelli, del centro sportivo «Luigi Rizzo» di Cretarossa, affidato cinque anni fa alla «Asd Cretarossa Nettunia» e con la concessione (che poteva essere rinnovata per altri nove anni, ndr) in scadenza il prossimo 5 novembre. Secondo l'ente, infatti, la convenzione sarebbe decaduta in virtù della fusione che la società ha formalizzato a giugno con l'«Asd Nettuno», della quale il Comune era stato informato tempestivamente. Gli avvisi sarebbero stati inviati mediante raccomandata, ma - stando a quanto appreso ieri - a indirizzi non attivi e comunque forse mai notificati agli interessati.
Di fatto, però, la decisione del Comune crea non pochi disagi: innanzitutto, tre compagini sono rimaste senza campo. Parliamo della prima squadra dell'«Asd Nettuno» (che oggi avrebbe dovuto giocare proprio al "Rizzo", ndr) e della Juniores Regionale della medesima società, ma anche dell'Atletico Pop United, la squadra di rifugiati e richiedenti asilo che il Cretarossa ha sempre ospitato gratuitamente.
In più, il Comune non sembra aver tenuto conto delle migliorie che l'Asd Cretarossa Nettunia e il suo presidente Alessandro Papa hanno apportato al centro sportivo in cinque anni: quando iniziò la loro gestione, il "Rizzo" era solo un campo di pozzolana con due spogliatoi malandati. Oggi, grazie a un investimento di circa 250mila euro, è un centro sportivo attrezzato, con un campo a 11 a norma, un campo di calcetto in erba sintetica, otto spogliatoi, un locale segreteria, una sala riunioni, un nuovo impianto elettrico a norma con fari, nuove fogne e canalizzazione dell'acqua. Il tutto senza mai chiedere alcunché al Comune e ospitando anche altre associazioni senza oneri per loro.
Allo stato attuale, comunque, sembra che l'Asd Nettuno abbia contestato il provvedimento di decadenza. Va evidenziato, però, che in estate erano intercorsi dei colloqui tra Comune e società, con la proposta all'Asd di una proroga fino a giugno dell'anno prossimo, a condizione che venisse presentata una fidejussione da 4.000 euro e un canone d'affitto anticipato di 5.600 euro. Una somma decisamente "fuori mercato" per una semplice associazione sportiva dilettantistica.