Hanno atteso che la ragazza alzasse la saracinesca, poi hanno fatto irruzioni nel locale, tutti incappucciati e vestiti di nero, uno con la pistola spianata. Rapina da incubo, alle prime ore del mattino di ieri, all'apertura del bar Geoly di via Terenzio, dove però il piano dei tre banditi è fallito miseramente: si sono dovuti accontentare di pochi spiccioli e qualche gioiello che indossava la vittima.
L'azione dei rapinatori è scattata poco dopo le 7, quando la figlia dei gestori si è presentata da sola al negozio per l'apertura. Nessuno all'esterno si è reso conto di quello che stava succedendo nel bar: i tre sono entrati alla spicciolata e, mostrando bene la pistola, con tono minaccioso, hanno chiesto alla poveretta se nel locale ci fosse una cassaforte. Sotto choc per la situazione, la ragazza ha portato i banditi nel retro, ma la cassetta di sicurezza era vuota. I rapinatori non si sono dati per vinti facilmente e hanno continuato a tenere la ragazza sotto tiro. Istanti interminabili per lei.
I tre volevano soldi a tutti i costi e hanno insistito chiedendo alla barista di aprire le slot machine installate nella sala giochi. Anche in quel caso però la ragazza non ha potuto assecondare la loro richiesta: ha dovuto spiegare ai banditi che le macchinette non sono di loro proprietà, ma come tanti altri bar della città le ospitano nel locale in comodato d'uso.
Sfumata anche quella richiesta, gli sconosciuti hanno insistito ancora una volta e si sono fatti aprire una cassettina che i gestori conservavano dietro al bancone, sotto al registratori di cassa e hanno arraffato le poche decine di euro che celava. Non contenti hanno pure costretto la ragazza a consegnare loro un braccialetto e gli orecchini che indossava.
Prima di girare i tacchi e dileguarsi, i banditi hanno invitato con toni aspri la barista a non allertare le forze dell'ordine. E la ragazza, terrorizzata da quello che le era successo, non ha allertato la centrale operativa del 113 prima delle 11. A quel punto i poliziotti della Squadra Volante e gli investigatori della Mobile non hanno potuto fare altro che raccogliere una dettagliata descrizione dei fatti e dei rapinatori, mentre gli specialisti della polizia scientifica hanno analizzato la scena in cerca di tracce utili.