Una donna di Latina è stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione per una truffa con i telefonini. I fatti erano avvenuti nel gennaio del 2012 e la parte offesa, una donna, raggirata per un presunto affare con un franchising di cellulari aveva presento una denuncia in Procura e il pm De Luca aveva aperto un'inchiesta. Ieri si è concluso il processo. Secondo l'accusa e come riporta il capo di imputazione «l'imputata quale amministratrice della società Cellulopoli con artifizi e raggiri consistiti nel proporre alla parte offesa una affiliazione commerciale esaltadone la convenienza - ha scritto il magistrato inquirente - ha taciuto una circostanza determinante relativa al regime di applicazione dell'Iva sui telefoni cellulari oggetto di commercio ed anzi fondando l'erroneo convincimento che i telefoni cellulari fossero ceduti dalla Cellulopoli all'esercizio commerciale affiliato ad un prezzo indicato nel materiale illustrativo inviato, già comprensivo di Iva, ha indotto in errore la parte offesa procurandosi un ingiusto profitto e ricevendo dalla parte offesa due assegni per un importo totale di oltre 30mila euro». Il pm aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi, poi dopo la camera di consiglio la sentenza. La parte offesa si è costituita parte civile.