I primi rilievi degli specialisti della Polizia Scientifica hanno rivelato subito, agli investigatori, che l'avvocato Francesco Palumbo aveva sparato più colpi contro la parete posteriore della palazzina: due hanno centrato la vittima, uno ha infranto la parte alta di una finestra del piano terra, un altro colpo si è conficcato nell'intonaco all'altezza del balcone, e il quinto colpo andato a segno si è conficcato nel motore del condizionatore situato più in basso, poco sotto la siepe. Più complicato invece il recupero dei bossoli, quasi tutti concentrati a pochi metri dalla siepe nel giardino condominiale, ma caduti tra i ciuffi d'erba. Quando i detective della Scientifica hanno perlustrato quella zona, della scena del crimine, il sole iniziava a tramontare. Facile comprendere che, in assenza di luce, se non quella "fredda" di una lampada, non era facile individuare tutte le tracce rimaste nel prato.

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