La traccia più significativa è arrivata dalla tasca di Domenico Bardi e dai due telefoni cellulari che sono stati sequestrati sulla scena del crimine. I cellulari trovati in possesso alla vittima potrebbero offrire nelle prossime ore una risposta definitiva e concreta all'inchiesta. Le indagini della Squadra Mobile si spostano infatti verso Napoli e sono concentrate sull'ambiente e le frequentazioni attorno a cui la vittima gravitava negli ultimi tempi. Domenico Bardi, hanno riferito i familiari, non aveva precedenti penali di un certo spessore. Il fratello ha raccontato che era incensurato anche se dagli archivi della banca dati è emerso che aveva qualche piccolo precedente penale a quanto pare di poco conto.  Dagli incroci delle ultime telefonate partite dal telefono della vittima e dall'aggancio delle celle telefoniche, gli inquirenti confidano di arrivare ai componenti della banda di trasfertisti e di ricostruire il percorso che li ha portati fino a Latina e in via Palermo per un colpo che sulla carta avrebbe fruttato un bottino molto ingente. Il cerchio si sta stringendo attorno ai componenti del gruppo specializzato in colpi con delle modalità precise e che puntano soprattutto sul fattore della rapidità quando si tratta di svaligiare le abitazioni. L'altro riscontro che si attende è quello scientifico, non è escluso che i complici di Bardi possano aver lasciato qualche traccia biologica durante la fuga.  Palumbo ha riferito in sede di interrogatorio che quel pomeriggio ha affrontato tre persone: il palo che era all'esterno dell'abitazione e che poi quando ha capito di essere stato scoperto è scappato a piedi facendo perdere le tracce e altre due persone da cui è stato minacciato. Sempre Palumbo ha riferito di aver percepito una grave situazione di pericolo perché uno dei due aveva una mano in tasca come se avesse una pistola ed è per questo che ha aperto il fuoco nel tentativo di difendersi.
Agli atti c'è anche la testimonianza di una donna che ha riferito di aver visto un uomo con una felpa nera mentre saltava una piccola siepe confinante con il giardino dove è stato ritrovato il cadavere e che scappava a piedi e sarebbe il profilo del palo, il primo dei componenti della banda che ha incrociato l'avvocato di 47 anni.