Per stringere il cerchio sui complici di Domenico Bardi, il ladro napoletano di 41 anni ucciso domenica a colpi di pistola dall'avvocato Francesco Palumbo, gli investigatori della Questura lavorano sull'ambiente criminale dal quale la vittima proviene. Con la convinzione che la banda entrata in azione per svaligiare l'appartamento al primo piano del civico 60 di via Palermo fosse composta da professionisti dello scasso, in Questura si lavora battendo la pista di un sodalizio capace di preparare i colpi nei minimi dettagli e magari attingere indicazioni dai basisti locali sulle abitazioni da svaligiare.
Vagliando queste ipotesi è emerso un particolare che sembr a rivelare un retroscena già emerso in passato nelle indagini sui furti più eclatanti. Parliamo del fatto che i genitori di Francesco Palumbo, quindi i proprietari dell'appartamento visitato da Mimmo Bardi e soci, domenica non fossero usciti di casa per un pranzo qualsiasi, ma per la festa di un gruppo che frequentano da anni in un ristorante dove sarebbero rimasti diverse ore, fino al pomeriggio, tant'è vero che in via Palermo, per un controllo, è andato il figlio. La condizione ottimale per i ladri che, non escludono gli investigatori, preferivano entrare in azione per colpire le abitazioni delle famiglie invitate a cerimonie o eventi mondani. Parliamo ad esempio di matrimoni, battesimi e feste.

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