Il problema della viabilità, nel comprensorio che ruota attorno a Priverno, è purtroppo serio. Da diverso tempo. E si tratta di problemi di varia natura. Ma quello che ieri ha suscitato un dibattito sui social network riguarda una strada che, pur trovandosi nel territorio di Sezze, interessa diversi cittadini privernati che a Sezze si debbono recare per qualsivoglia motivo. In macchina, ovviamente. La strada, denominata ufficialmente via Sorana e, comunemente, conosciuta come "Stoccacoglio", è quella che, dall'incrocio con via della Pace, conduce al centro abitato di Sezze e che tutti i privernati, ma anche i cittadini di Roccasecca dei Volsci, Prossedi e Sonnino, percorrono quando devono recarsi nel più grande dei centri collinari lepini. Ebbene, quella strada è chiusa e, chiaramente, interdetta al traffico da oltre un mese. Il tutto è riconducibile alle violente piogge d'inizio settembre, quando un masso si staccò dalla zona montagnosa e andò a finire proprio su via Sorana, nella sua parte più bassa. Giustamente, il Comune di Sezze provvide alla sua chiusura tramite specifica ordinanza. Ieri mattina, come si diceva, una cittadina di Priverno, dovendo recarsi a Sezze per lavoro, a distanza di circa quaranta giorni dall'interruzione, segnalava come fosse impossibile impiegare quasi mezz'ora per percorrere una manciata di chilometri. Tutti gli itinerari automobilistici, infatti, parlano di una distanza tra i due Comuni più grandi del comprensorio di sedici chilometri e di un tempo di percorrenza di circa diciannove minuti. Ora, con via Sorana chiusa, bisogna deviare per via della Pace e prendere poi via della Foresta, o percorrere via Torretta Rocchigiana, prendere nel territorio di Roccagorga, via della Fornace e poi via Roccagorga per giungere a Sezze. Impiegando mezz'ora, ma anche di più se non si è pratici della zona. Il 10 settembre scorso, anche l'automedica di stanza a Priverno (l'Ares non era stata informata della chiusura di via Sorana) dovette impiegare più tempo per soccorrere un paziente di Sezze. E il guaio è che non si sa se e quando quella strada sarà riaperta al traffico. Insomma - ha sottolineato qualcuno - sembra essere tornati agli anni Settanta.