La Sep ha rinunciato al ricorso al Riesame per il sequestro dell'azienda di Mazzocchio a Pontinia. Restano dunque i sigilli apposti dal Nipaf, che ha eseguito il provvedimento firmato dal gip Giuseppe Cario, ma al contempo sono in corso alcuni lavori - ottenuta l'autorizzazione della Procura - da parte dell'azienda.
La misura cautelare è scattata nell'ambito dell'indagine condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che procede per il reato di "getto pericoloso di cose": i miasmi. L'amministratore unico dell'azienda, assistito dall'avvocato Domenico Oropallo, pur ritenendo a posto l'impianto, ha chiesto, tramite una perito, una revisione tecnica, specie sulle cosiddette "emissioni diffuse". Ottenuto il nulla osta dalla Procura, la Sep ha dunque dato il via a dei lavori che - spiega il legale - avranno la funzione di migliorare l'azione di controllo. «Vogliamo continuare a lavorare e quest'iniziativa dimostra la disponibilità della società anche verso la magistratura».
Per quanto riguarda il ricorso al Riesame, invece, la Sep vi ha rinunciato. Ora resta da attendere l'esecuzione dei lavori che sono attualmente in corso per eventuali ulteriori sviluppi.
L'impianto, comunque, per il momento resta chiuso. I Comuni che conferivano la frazione umida a Mazzocchio hanno dovuto trovare delle soluzioni alternative. Il Comune di Pontinia, così come molti altri, ha dovuto fare i conti con un aggravio notevole dei costi, passando da 40 a circa 200 euro a tonnellata.