Niente annullamento della sentenza con cui il Tribunale del Riesame ha confermato i sigilli per due privati che avevano chiesto la restituzione dei loro immobili, inseriti nel piano integrato di Sperlonga. I terreni sono finiti nel calderone dei lotti interessati dal sequestro disposto dal gip nell'ambito dell'inchiesta del pm Giuseppe Miliano, che procede per lottizzazione abusiva. Ieri il deposito della sentenza della terza sezione penale di Cassazione, che ha respinto i ricorsi e condannato i privati alle spese di giudizio e a duemila euro in favore della Cassa delle ammende. In questo "mare" di carte bollate che dal 2015 a oggi non fa altro che estendersi, si attende la pronuncia del Riesame sul ricorso del Comune di Sperlonga, per il quale i giudici di legittimità avevano disposto l'annullamento con rinvio degli atti a Latina. Torniamo però al ricorso dei due privati, che hanno impugnato l'ordinanza del 30 gennaio 2017 del Tribunale di Latina per una serie di motivi ritenuti però «manifestamente infondati» dalla Cassazione. I proprietari di questi immobili situati all'interno del piano integrato hanno a più riprese sostenuto e sottolineato l'assenza della loro mala fede, lamentando altresì una presunta disparità di trattamento rispetto ad altre posizioni. «Lamentano – riassumono i giudici – che il Tribunale non ha considerato, ai fini del superamento della presunzione di non colpevolezza, il danno, in termini di saldo tra volumetria ceduta e volumetria residua, che hanno subìto partecipando al piano di lottizzazione». Per i giudici della Cassazione, si diceva, i ricorsi sono però inammissibili. Ora si attende la pronuncia del Tribunale del Riesame sul ricorso del Comune di Sperlonga.