Sembrava essere definitivamente uscito dalla scena del Centro di Alta Diagnostica, e invece, a sorpresa, è proprio l'avvocato Alfredo Loffredo a farsi portatore della prima buona notizia sulla vicenda dopo mesi di confusione e contraddizioni.
«Il Presidente Emmanuele Emanuele mi ha incaricato di anticipare in modo inequivocabile che gli impegni assunti nei confronti della città saranno integralmente rispettati».
Cosa significa? E' sempre Loffredo a spiegarlo: «L'ipotesi prospettata di una configurazione alternativa del Centro di Alta Diagnostica è stata dettata unicamente dal fatto che la Regione Lazio aveva espresso il diniego all'autorizzazione per l'esercizio dell'attività; è quello il motivo per cui la Fondazione Sanità e Ricerca, incaricata di portare a termine l'operazione, aveva proposto una diversa configurazione pur di offrire una via d'uscita positiva. Adesso che il Presidente Emanuele ribadisce la piena disponibilità al finanziamento, così come deliberato e stanziato in bilancio, sia per l'attuazione del primo progetto (Pet-Rm 3 tesla) sia per il progetto alternativo (nuova Rm 3 tesla) secondo il gradimento della città di Latina».
L'avvocato Loffredo, consigliere della Fondazione Roma, aggiunge nella sua nota che il Presidente Emanuele è rimasto perplesso per la mancata impugnazione da parte del Comune di Latina del diniego della Regione, e ritiene ingenerosa la polemica mediatica nei confronti della Fondazione, che fino ad oggi non ha mai fatto un passo indietro rispetto agli impegni pubblicamente assunti per finanziare l'importante presidio di studio, diagnosi e ricerca da collocare a Latina.
«E' ferma intenzione del professor Emanuele - insiste Loffredo - qualora vengano superati gli ostacoli burocratici, rispettare l'accordo di programma sottoscritto con il Comune, la Provincia di Latina e l'Università. pertanto esorta gli enti compartecipi del progetto ad esprimere una comune e definitiva decisione sulla configurazione del Centro di Alta Diagnostica, rispondente agli interessi della comunità pontina, in modo che possa essere ripresentata la richiesta di rilascio dell'autorizzazione, concordandola preventivamente con gli uffici regionali, come suggerito dall'assessore Mauro Buschini».
La mano passa adesso al sindaco Damiano Coletta, perché il Comune di Latina è il primo interessato alla presenza del Centro di Alta Diagnostica in città, e non a caso l'amministrazione municipale ha messo a disposizione l'area e i locali su cui predisporre la sede della struttura.