Adesso che l'avviso di vendita è fatto e pubblicato, la vicenda di Latina Ambiente e della neo costituita azienda speciale Abc si presta a diverse considerazioni, più o meno tutte ricche di insidie. A cominciare dalla prima, quasi elementare: era stato il Comune di Latina, socio di maggioranza della spa dei rifiuti, a spingere per la dichiarazione di fallimento di Latina Ambiente, quando non aveva voluto riconoscere i propri debiti nei confronti della controllata, sapendo che quel riconoscimento avrebbe consentito di avviare il concordato e scongiurare il fallimento. Adesso lo stesso Comune, anche se attraverso la propria creatura Abc, va a rispondere all'avviso di vendita del ramo di azienda di Latina Ambiente? Lo avesse fatto un privato, sarebbe stato perseguito. Ma andiamo avanti.
Se le cose andranno come sembra debbano andare, a febbraio Abc acquisterà il ramo d'azienda, personale e mezzi d'opera, per 672mila euro. Sarà pure un affare per Abc, ma la vicenda di Latina Ambiente sarà sempre una spina nel fianco del Comune. Se avesse riconosciuto a suo tempo i crediti vantati dalla spa di cui era socio e debitore, il Comune di Latina avrebbe potuto prendere in carico dal concordato l'intera «baracca» (più o meno quello sta facendo adesso con Abc), ma non sarebbe andato incontro a quello che lo aspetta. Cosa? Ci sono un arbitrato per 5 milioni e mezzo di valore; c'è un decreto ingiuntivo per circa 4 milioni di euro promosso dal liquidatore Bernardino Quattrociocchi; ci sono una serie di revocatorie per l'indebito trattenimento di circa 1,7 milioni di euro, somme relative al mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti.