Le trentasette pagine del ricorso di De Vizia, firmate dagli avvocati Angelo Clarizia e Gennaro Macri di Napoli, vengono sviscerate in questi giorni dall'amministrazione comunale. Si dice che l'assessore all'Ambiente Roberto Lessio abbia sparso ottimismo a piene mani, ribadendo la bontà del lavoro fatto dall'amministrazione comunale sulla gara annullata e sulla costituzione dell'azienda speciale Abc. Il sindaco Damiano Coletta, da parte sua, parla di fango gettato sul lavoro dell'amministrazione ribadendo che «ovunque guardano alla nostra iniziativa con interesse, per prendere ad esempio questa modalità nuova di gestione del servizio rifiuti. Abbiamo toccato interessi importanti», ha detto l'altra sera davanti al vicepresidente della giunta regionale Massimiliano Smeriglio. Insomma, dalle parti del palazzo non ci sono dubbi sul lavoro fatto, e ci mancherebbe altro. Se non ci credessero nemmeno loro, ci sarebbe da preoccuparsi. Ma nel dettaglio, una parte delle questioni sollevate dalla De Vizia nel ricorso al Tar che si discuterà il 9 novembre prossimo, sono state al centro della commissione Trasparenza di venerdì scorso. Una commissione caratterizzata da assenze strategiche, risposte monche e perplessità inquietanti.

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