Il provvedimento con cui il Comune di Itri ha ordinato la cessazione dell'attività di studio medico-odontoiatrico è illegittimo. A sentenziarlo sono i giudici del Tribunale amministrativo di Latina, chiamati a pronunciarsi sul ricorso presentato dal professionista.
La vicenda inizia con due accessi da parte della guardia di finanza: il primo il 27 aprile 2016 e il secondo il 27 luglio 2016. In occasione di quest'ultimo, come si legge nella sentenza del Tar, al ricorrente viene contestato di svolgere l'attività in difetto dell'autorizzazione richiesta dalla normativa vigente e in condizioni igienico-sanitarie non certificate in relazione alle prestazioni eseguite. Lo studio viene sequestrato, ma l'istanza di dissequestro presentata dal dottore viene accolta dal pubblico ministero il 1 agosto 2016. A quel punto arriva anche il provvedimento del Comune di Itri, che ha ordinato la cessazione dell'attività «in quanto svolta in difetto di autorizzazione».
Il dottore a quel punto si rivolge ai propri legali e presenta ricorso al Tar chiedendo l'annullamento, previa sospensiva, dell'atto amministrativo. Ieri il deposito della sentenza. «Nel merito – si legge – l'impugnazione del provvedimento comunale è infondata». Viene infatti condiviso l'assunto del ricorrrente visto che le prestazioni indicate nell'autorizzazione all'attività intramuraria costituiscono le prestazioni tipiche dell'attività di odontoiatra. E, si aggiunge per inciso, «non risulta che il ricorrente abbia svolto o svolgesse attività diverse».
Il ricorso è stato quindi accolto, con conseguente annullamento dell'atto. Il Comune dovrà pagare tremila euro di spese di lite.