Migliaia di pendolari affrontano quotidianamente, in diversi momenti della giornata, l'impari lotta per la ricerca di un posto auto nei pressi della stazione ferroviaria di Latina Scalo. E che si tratti di migliaia di persone lo testimonia il fatto che il megaparcheggio a valle della ferrovia, ed il multipiano a pagamento non bastano da soli, malgrado le centinaia di stalli, a soddisfare la domanda di posti. I pendolari si attrezzano come possono, e dopo aver escogitato un sistema indolore per infilare le auto in fila indiana tagliando a metà, senza intralciare nessuno, i quadrilateri che ospitano i parcheggi a pettine su due lati opposti, si sono visti bocciare l'iniziativa a suon di multe, perché di tanto in tanto i vigili urbani si ricordano di andare a controllare che tutto sia a posto. E trattandosi di vigili urbani, non possiamo chiedere loro di non vedere le auto parcheggiate fuori dagli spazi consentiti. Allora, sempre col solito ingegno, i pendolari hanno compreso che valeva la pena percorrere trecento metri doi strada in più con l'automobile, scavalcare il ponte che divide Latina Scalo dal territorio di Sermoneta e andare a parcheggiare sul lato a monte della ferrovia, da dove è perfino più agevole raggiungere la stazione attraverso il sottopasso.
Ma i pendolari sono come gli esami di Eduardo De Filippo, non finiscono mai, con l'unico risultato possibile: gli stalli per la sosta non bastano mai.
E quindi alle multe della polizia locale sul versante di Latina si aggiungono quelle dei vigili di Sermoneta, che portano così a casa qualche comodo sostegno economico senza infierire sui concittadini del paese, visto che la maggior parte delle auto in sosta appartiene a pendolari di Latina.
I più astuti tra i pendolari, sono quelli che hanno preso di mira il multipiano a pagamento, o meglio, il multipiano e basta, perché di pagamento ormai non si parla più, se non per qualche sbadato. Come mai? La sbarra di uscita dal parcheggio, quella per varcare la quale bisognerebbe inserire nell'apposito lettore il biglietto pagato, è perennemente divelta, alzata verso l'alto, e dunque non serve inserire alcunché per uscire indisturbati dal parcheggio. Chi dovrebbe incassare i proventi della sosta? La stessa ditta che gestisce i parcheggi in città, e che dovrebbe girare le somme al Comune di Latina. Tradotto: non incassiamo quasi nulla.
Resta il problema dei posti.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (8 novembre 2017)