Sembra ieri e invece è successo a settembre 2014. Sempre lo stesso settembre «terribile» in cui sono nati molti guai urbanistici della città di Latina.
Il mese in cui era già in corso l'indagine sullo stadio, quello in cui già venivano gettate le basi per i Piani particolareggiati poi annullati.


Un piano «maledetto»
E ovviamente è lo stesso mese in cui è stato varato quello che sembrava il piano definitivo per l'assegnazione delle aree destinate alle cosiddette costruzioni Erp (l'edilizia agevolata, insomma non proprio popolare ma capace di realizzare case che costassero meno di duemila euro al metro quadrato). Quella soluzione non andava bene: è stata impugnata dalle stesse società che stavano aspettando da anni le assegnazioni, quindi è intervenuto l'annullamento del Tar, una nuova assegnazione con modifiche, un altro annullamento e ora quell'annullamento è di nuovo al vaglio dei giudici amministrativi.


Storia ingarbugliata
Una storia talmente lunga e ingarbugliata che, forse, si può capire solo analizzando i numeri. E il volume di affari e denaro che anche l'edilizia agevolata poteva produrre a partire da quel settembre 2014. Se le cose fossero andate bene. In fondo l'assegnazione di quelle aree era stata anche un'operazione condivisa. La delibera consiliare, infatti, passò con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e l'astensione dell'opposizione (Partito Democratico).


I numeri in gioco
Secondo le previsioni, grazie alla attribuzione, gli spazi Erp avrebbero prodotto la realizzazione di circa 2600 alloggi di edilizia economica e popolare su quattro aree della città e ciò avrebbe incluso anche un parziale risanamento di alcune zone cresciute senza previsioni urbanistiche o in violazione di quelle esistenti. Eppure quelle assegnazioni non furono considerate eque né legittime dai richiedenti. Ed è cominciata allora (senza che sia finita) la battaglia delle società di costruzione contro il Comune, o meglio contro la graduatoria delle assegnazioni. Al momento gli alloggi Erp sono congelati e l'unico beneficiario è il mercato ordinario delle costruzioni con relativi prezzi inaccessibili a coloro che, invece, avrebbero comprato con le case Erp.

Le aree contese
Complessivamente le aree in gioco sono 27 ma la loro appetibilità è diversa e forse questo è uno degli elementi alla base del contenzioso legale tuttora in essere e che domani verrà nuovamente analizzato dal Tribunale amministrativo.
Tra l'altro l'operazione della assegnazione delle aree Erp avrebbe potuto «fruttare» al Comune 6,5 milioni di euro.