L'udienza al Tar sul Tpl era di quelle che tenevano con il fiato sospeso, ma per ora una decisione nel merito sul futuro della gara del trasporto pubblico ancora non c'è. Bisognerà attendere ancora qualche giorno, forse una decina, per conoscere le sorti di un servizio in proroga da sette anni (una gestione costata al Comune più di 30 milioni di euro) e con una gara da poco meno di 24 milioni di euro che secondo la ricorrente Atral, la stessa che ha gestito tutte queste proroghe e detiene ancora il servizio, non funziona. Troppe clausole escludenti per lei che ne ha contestato la legittimità procedurale di contro ad un Comune che eccepisce il difetto di interesse della società, la sua non concorrenzialità nei mezzi e dunque deciso ad andare avanti e a sostenere le sue ragioni. Ieri è stato discusso il ricorso aggiungendo un altro tassello al faticoso percorso giuridico. Tra le contestazioni Atral aveva eccepito che non era stato rispettato il regolamento della comunità europea sostenendo che bisognava dare preavviso di gara un anno prima e che i termini di partecipazione dovevano essere di 110 giorni anziché 45. L'amministrazione ha invece battuto su come questa eccezione valga per una concessione di servizi e non per un appalto pubblico e che i rilievi mossi facciano riferimento a regole precedenti al nuovo codice degli appalti. Ieri in udienza è stata discussa anche la documentazione presentata dal Comune sui mezzi per effettuare il servizio del tpl, una integrazione di atti richiesti dai giudici nell'udienza precedente vista "la necessità di acquisire dalla stazione appaltante un'informativa sui mezzi da utilizzare, specificando se quelli resi disponibili dall'amministrazione siano o meno sufficienti per l'esecuzione dell'appalto e in caso negativo in che tempi ne sia prevista la reperibilità". Il tribunale voleva in sostanza appurare se fosse fondata una delle contestazioni di Atral sulla ristretta finestra temporale di partecipazione alla gara per reperire i mezzi. Mancherebbero al parco vetture dell'ente tre mezzi oltre a quelli di scorta ma nell'appalto di concessione di questo come di altri servizi di trasporto, è previsto che proprio una quota consistente di vetture arrivi dall'impresa. L'avvocatura aveva eccepito anche il difetto di interesse dal momento che Atral non ha partecipato alla gara, anche se lo ha fatto una sua consorziata, Schiaffini Travel.