Chi ha inviato la lettera in Tribunale a Latina annunciando la presenza di un ordigno che sarebbe esploso mercoledì mattina, ha scelto una forma più diretta. Ha preso carta e penna e ha scritto a mano evitando il computer o la macchina da scrivere. Ha inviato il messaggio intimidatorio nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi scegliendo una grafia in corsivo invece che stampatello. E' quello che emerge nelle pieghe delle indagini che sono condotte dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina per risalire all'autore del messaggio.
Rispetto al passato, quando gli annunci degli allarmi bomba avvenivano quasi sempre con una telefonata al centralino della Questura o dei carabinieri o allo stesso Tribunale, in questa circostanza invece la scelta è ricaduta su un foglio con poche righe e su una forma decisamente diversa e forse più solenne rispetto al passato. Il messaggio è stato recapitato nei giorni scorsi, prima di mercoledì quando poi sia polizia che carabinieri, a partire dalle 7, hanno perlustrato tutto il Tribunale alla ricerca di un ordigno. L'allarme si è rivelato infondato dopo che è stato controllato palmo a palmo tutto l'ufficio giudiziario.
Sulla lettera e anche sulla busta adesso saranno eseguiti una serie di accertamenti a partire prima di tutto dall'eventuale tracce di natura biologica anche se appare alquanto difficile individuare qualche elemento utile. Il prossim step sarà anche quello di una perizia grafica affidata ad un esperto che in questo caso potrebbe tracciare il profilo psicologico di chi ha inviato la lettera. Il messaggio era arrivato qualche giorno prima e immediatamente era scattato il protocollo previsto in questi casi, una volta che era stata aperta la busta sono stati avvisati i carabinieri e gli agenti della Digos per una prima bonifica