Promette di risolversi in una bolla di sapone l'ambizioso progetto di realizzare a Latina un Centro di Alta Diagnostica dotato di attrezzature capaci di farne un polo di riferimento a livello nazionale ed internazionale.
A distanza di mesi dalla riunione in aula consiliare con i referenti della Fondazione Sanità e Ricerca che hanno illustrato all'amministrazione comunale un progetto alternativo rispetto a quello previsto nell'accordo di programma sottoscritto tra Comune di Latina, Amministrazione provinciale e Università. All'esito di quell'incontro, il sindaco Coletta aveva affidato ad un esperto l'incarico di esprimere delle valutazioni sulla differenza tra il progetto originario e quello proposto in corso d'opera dalla Fondazione Sanità e Ricerca, al fine di decidere su quale strada proseguire per completare un programma praticamente già ultimato, grazie anche all'intervento finanziario del Comune e della Provincia.
In realtà l'incarico ha un valore di mera facciata, dal momento che è indiscutibile la superiorità tecnico-operativa del tomografo ibrido Pet-Rm previsto dall'accordo di programma e la semplice risonanza magnetica, per quanto di ultima generazione.
Il timore di molti, visto che la Fondazione Roma, promotrice dell'iniziativa, ha comunque garantito il proprio impegno finanziario a sostegno del progetto del Centro di Alta Diagnostica, è che sia intervenuto qualcosa di imprevisto, teso ad impedire che Latina possa disporre della Pet-Rm, oppure a fare in modo che quel macchinario di cui esistono pochissimi esemplari al