Resta ancora avvolta dal mistero l'identità dello scheletro trovato dai carabinieri della Stazione di Sermoneta fra le sterpaglie adiacenti alla via Sermonetana, nei pressi di un tornante.
Infatti, in attesa dei risultati della perizia del medico legale - effettuata pochi giorno dopo il ritrovamento delle ossa - ci si continua a interrogare su chi fosse quella persona che si trovava nella boscaglia quando un incendio - probabilmente quello del 12 giugno scorso - ha colpito la collina lepina e ha bruciato il corpo.
Sulle prime, gli investigatori - afferenti al Reparto territoriale di Aprilia e coordinati dal sostituto procuratore di Latina, Valerio De Luca - avevano pensato si potesse trattare di una persona anziana: l'indizio, in questo caso, era arrivato dall'assenza di alcuni denti nelle ossa della mascella del cadavere bruciato. La presenza di un giaciglio di fortuna, che sembrava emergere dalla vegetazione bruciata, ha lasciato invece supporre che si potesse trattare di un clochard, magari finito in quell'angolo di collina per cercare un riparo e forse deceduto in seguito a un malore per poi rimanere coinvolto nell'incendio di giugno.
Tutte piste, chiaramente, che sono finite al centro dell'indagine della Procura della Repubblica di Latina, coi carabinieri che, oltre a sequestrare le ossa, hanno anche repertato quel che c'era accanto ai resti umani.
Nello specifico, i carabinieri della Stazione di Sermoneta - guidati dal comandante Antonio Vicidomini - e i loro colleghi di Aprilia - coordinati dal tenente colonnello Riccardo Barbera -: avevano ritrovato un cucchiaino, un carrello per la spesa (per intenderci simile a quello che usano molte donne anziane) e una piccola radio, oltre a frammenti di vestiti bruciati.
Tutto materiale finito al centro dell'inchiesta insieme alle ossa, nella speranza che potesse ricondurre gli investigatori all'identità della persona morta.
Chiaramente, sono state anche vagliate le liste delle persone scomparse ma, a quanto sembra, nessuno - quantomeno di recente - si sarebbe allontanato dalle zone lepine per dirigersi verso Sermoneta, né tantomeno risulterebbero denunce di scomparsa compatibili con quei pochi oggetti ritrovati accanto allo scheletro.
Insomma, un caso ancora aperto, sul quale lavorano instancabilmente i carabinieri, con l'obiettivo di dare un nome alle ossa bruciate ritrovate sulla collina.