E.D.B. non ha ucciso la madre. È questa la conclusione a cui si può arrivare dopo la sentenza pronunciata nei giorni scorsi dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma, che ha confermato la decisione di primo grado assolvendo l'imputato dalla pesantissima accusa dell'omicidio di Elide Cicchinelli, trovata agonizzante il 24 maggio 2014 nella sua casa di via Ragazzi del ‘99, a Velletri, col decesso che venne accertato poco dopo in ospedale.
I giudici capitolini hanno accolto le tesi difensive degli avvocati Cristina Spagnolo e Andrea Codispoti, i quali - anche in primo grado - avevano sempre sostenuto che l'uomo non avrebbe avuto alcun valido motivo per uccidere la madre e che quindi il delitto sarebbe stato consumato da ignoti. A trovare la madre agonizzante, infatti, fu proprio il figlio: quel giorno, rincasando, l'uomo trovò davanti ai suoi occhi la terribile scena e chiamò i soccorsi: chiaramente, i carabinieri della locale Compagnia avviarono le indagini, mentre la Procura di Velletri dispose l'autopsia sul corpo della donna. L'esame della salma fece emergere una morte per strangolamento avvenuta fra le 8.30 e le 10.30 del 24 maggio 2014 e gli accertamenti, a quel punto, si concentrarono sul figlio della donna, che venne anche fermato dai carabinieri.
Concluse le indagini preliminari si arrivò al processo di primo grado davanti alla Corte d'Assise di Frosinone: i giudici, il 7 ottobre 2015, assolsero l'uomo per non aver commesso il fatto e disposero l'immediato ritorno in libertà dell'uomo. La Procura, però, fece ricorso in Appello e, di conseguenza, si aprì un altro processo.
Il 9 novembre scorso la nuova sentenza, che ha confermato la decisione di primo grado.
Di fatto, dunque, l'omicidio della 62enne Elide Cicchinelli resta ancora un mistero: autore e movente del delitto restano ignoti e, qualora vengano riaperte le indagini, si dovrà ricominciare da quell'appartamento lasciato leggermente a soqquadro in via Ragazzi del ‘99, dalla mancanza di un libretto postale della donna e, chiaramente, dall'innocenza del figlio della signora uccisa oltre tre anni fa.