Per praticare gli sport in acqua, si sa, la fatica è doppia ma stavolta la sudata delle squadre che vogliono riportare la pallanuoto invernale all'interno della piscina Open di via dei Mille a Latina rischia di diventare titanica, e vale una sconfitta a tavolino. Troppe le complicazioni sulla strada dell'accordo tra il concessionario Nuoto 2000 e i club Latina Pallanuoto di Francesco Damiani e Antares nuoto di Bruno Davoli, criticità che si stanno cercando di superare nel corso di incontri sempre più stringenti, di fronte ad un Comune che osserva ma che sembra avere le mani legate. La struttura è stata costruita ed è gestita dalla Nuoto 2000, la tribuna realizzata male sotto un'altra consiliatura non ha collaudo e vivacchia sotto l'incognita dell'agibilità. Chi si prende la responsabilità di concedere una deroga? Sembra infatti che quello che il Comune ha fatto per il Palabianchini (la deroga e le ordinanze per consentire le partite del volley) non possa farlo per la Open che è sotto la responsabilità del concessionario. Le squadre le hanno provate tutte, ma vengono sballottate tra Comune e privato senza che si trovi la via corretta per uscire da questo circolo vizioso, gravato da un contenzioso e da aspetti finiti anche sotto inchiesta. Nell'ultimo vertice di sabato scorso tra concessionario, società sportive e Comune sembrava che la situazione fosse fluida e potesse trovare uno sbocco seppur in zona Cesarini e con la Latina Pallanuoto pronta a giocare la prima di campionato di serie A2 o a Frosinone o ad Anzio. Ma ieri la situazione si è incartata di nuovo quando le due squadre hanno incontrato il concessionario in un vertice a tre senza il Comune per verificare se ci fossero davvero le condizioni per riaprire l'impianto. Eppure Latina Pallanuoto e Antares Nuoto si sono impegnate a sostenere gli oneri economici in merito ai costi delle utenze con una cifra di 100mila euro, somma che per i club si traduce in circa 116 euro l'ora per una struttura che non è certo da serie A, senza bagnini e spogliatoi. 
Proprio in virtù di questo onere le squadre avevano chiesto una certificazione periodica dei costi sostenuti dal Comune che sia più corrispondente al reale utilizzo piuttosto che il conteggio stimato dagli uffici sugli anni precedenti. Nell'ultimo incontro di sabato scorso su questo fronte erano state accettate per l'ennesima volta le condizioni poste: pagamento bimestrale anticipato dopo il primo mese di utilizzo e rendicontazione delle bollette dall'ente con eventuale conguaglio a giugno (alla fine del periodo di utilizzo). Ora l'ultimo filo di speranza viene dalla richiesta di incontro allargato fatto dalle squadre, l'ennesimo, con tutti gli attori della vicenda: dirigenti e assessore al ramo, concessionario, società e legali. Resta la grande amarezza di un campionato di serie A che per ora resta precluso a Latina. «Ho ribadito che se la piscina non riaprirà a dicembre – spiega Francesco Damiani patron della Latina pallanuoto – non giocheremo più in questa città. Ci hanno fatto girovagare per un anno e con una struttura chiusa e dove non ci assicurano neanche le docce, domenica partono i campionati nazionali giovanili under 15 e 20 e abbiamo chiesto una deroga in federazione insieme all'Antares per poter giocare tutte le partite fuori casa al girone di andata. Si immagini lo stress per ragazzi e società. Stiamo perdendo un vivaio prezioso nel silenzio generale».