Luca Palli era andato al bar di via Carroceto a prendere del'acqua per la fidanzata e avrebbe dovuto far ritorno al cimitero dove prestava servizio per la Multiservizi. Quando ha saputo che fuori qualcuno lo aspettava non ci ha pensato due volte: è uscito, ha preso la mazza in auto e si è incamminato dentro via Mazzini. Al killer che brandiva la pistola e che alla vista del Palli si è tolto il cappuccio per farsi riconoscere, il 47enne ha gridato: «Che vuoi? Mi vuoi sparare?». Sono le ultime parole pronunciate prima che tre colpi di revolver lo uccidessero. Agli inquirenti il presunto assassino ha ricostruito anni di minacce, aggressioni, intimidazioni. E la sera del 31 ottobre scorso, Luca Palli era andato al bar di via Carroceto, per prendere una bottiglietta di acqua per la compagna. Palli il bar Ro&Mi lo frequentava assiduamente, più volte al giorno. Anche quel giorno non era la prima volta che entrava e usciva. All'interno, addirittura, aveva trovato anche Vittorio De Luca, l'uomo scelto da Sparacio per farsi accompagnare all'agguato e per entrare o comunque avvicinarsi al bar senza destare troppi sospetti. Sparacio da anni aveva screzi con Palli, e aveva molte conoscenze in comune, non poteva farsi vedere nei pressi. Aveva quindi mandato De Luca a sincerarsi che la vittima fosse all'interno poi l'avrebbe attirato in qualche modo in via Mazzini. De Luca viene ripreso mentre beve una grappa e parla con la vittima. Poi esce. Ma Palli non esce. I due in agguato passano oltre 40 minuti in via Mazzini. Alla fine Sparacio incontra un conoscente e gli intima di avvertire Palli che lui è fuori e lo aspetta.

Il messaggero consegna il messaggio ad un amico comune, che entra e avverte Palli che fuori diverse persone lo aspettano. L'intento è quello di non farlo uscire. Di evitare i guai. Ma Palli non si è tirato indietro. Anzi. Qualcuno gli avrebbe sentito dire «Ora gliela faccio vedere io» ed è uscito. E' andato alla macchina e ha preso la mazza. Un colpo mentre era in piedi, due quanto era a terra
Gli inquirenti hanno sottolineato la difficoltà di penetrare un clima di reticenza se non proprio omertà. Non ci sono testimoni che avrebbero visto in faccia l'uomo che ha sparato, ma il nome di Massimiliano ha cominciato a girare subito tra parenti e amici della vittima. L'amico che lo voleva avvertire e invitare a non uscire, è forse l'unico che ha seguito Palli finché è entrato in via Mazzini: «Sono riuscito a vedere solo due persone, uno col cappuccio nero e uno con un cappuccio bianco ed erano in piedi. Quando Luca si è immesso nella stradina ha cominciato a strillare "Che vuoi? Che mi vuoi sparare?". Nel frattempo quello con il cappuccio nero è andato via ed è rimasto quello col cappuccio bianco. Mentre Luca si avvicinava, quello si è come piegato a prendere qualcosa a terra e poi rialzandosi gli ha sparato levandosi il cappuccio. Sono riuscito a vedere esattamente la scena e ricordo che l'uomo ha prima sparato al petto e quando Luca è caduto la persona ha sparato altri due colpi mentre Luca era a terra».