L'operazione "Evergreen", che nei giorni scorsi ha portato quattro persone agli arresti domiciliari, sembra destinata ad allargarsi. Infatti, nelle carte dell'inchiesta, si evince come il gip di Velletri - fatta salva la presunzione di non colpevolezza fino all'ultimo grado di giudizio e con accuse tutte da provare - abbia ritenuto sussistente la necessità di disporre la misura cautelare a carico dei quattro indagati non solo per il pericolo di inquinamento delle prove, ma anche per la possibile reiterazione del presunto reato di corruzione. Quest'ultima ipotesi si potrebbe verificare, secondo i finanzieri della Compagnia di Nettuno e la Procura di Velletri, con possibili appalti relativi a sette forniture o lavori.
Sotto la lente degli investigatori, a tal proposito, è finito l'acquisto di una seconda tranche di cestini per la raccolta differenziata oltre all'acquisizione di 115 isole ecologiche, con un accordo ritenuto in fieri con una ditta del nord Italia già finita nelle carte di cui si parla. Sempre in tema di isole ecologiche, gli indagati avrebbero avviato dei contatti con una ditta umbra per la fornitura di isole ecologiche ad Anzio ma anche per possibili appalti per il materiale destinato alla raccolta differenziata nei locali commerciali dei territori di un paio di Comuni del Lazio dove almeno uno degli indagati avrebbe, come scrive il gip nell'ordinanza, «preparato la strada».
E poi, con svariati altri contatti, l'affidamento di una campagna pubblicitaria per gli "Ecopunti" oltre all'acquisto dei relativi distributori automatici di beni e servizi, fino all'affiancamento di una ditta locale nel taglio dei "monconi" delle palme morte e al posizionamento di panchine e cestini già acquistati (coi relativi appalti finiti in quest'inchiesta, ndr). Infine, sotto osservazione c'è anche la realizzazione di una piattaforma in cemento armato nel parco di Villa Adele, utile al posizionamento dei giochi per i bambini.