Il vincolo associativo è contestato nei confronti di Danilo Martelli, Alvaro Mastrantoni e Giovanni Giarola come sottolinea il gip Giuseppe Cario in un passaggio delle oltre cento pagine dell'ordinanza di custodia cautelare.
«Le conversazioni intercettate nello studio del Mastrantoni delineano accordo stabile tra i tre nelle rispettive qualità di assessore il Martelli, gli altri due consiglieri comunali del Comune di Cisterna di Latina. E' un accordo finalizzato a chiedere sistematicamente tangenti pari al 5% alle ditte che volevano partecipare a bandi e che si fossero aggiudicate appalti del Comune di Cisterna di Latina».
In questo caso viene preso in esame il discorso relativo alle scuole e poi anche di Borgo Flora.
In un'intercettazione ambientale ascoltata dai carabinieri, Giarola elenca a Mastrantoni una serie di lavori. «Sono possibile oggetto per loro di lucro e per l'imposizione di tangenti, Giarola in particolare fa riferimento agli importi dei lavori da bandire (un milione e mezzo) sollecitando l'interlocutore Mastrantoni ad operare in questo senso e ad accelerare i tempi del bando ovviamente contando di lucrare. Sono profitti illeciti, da capogiro, fino a centoventicinquemila euro in percentuale del 5% calcolata su milioni di euro corrispondenti agli importi dei lavori da bandire, da dividere in tre. I due indagati si mettono d'accordo sul 5% e fanno i conti tutti sull'importo dei lavori da bandire e i due indagati sono perplessi sulla possibilità che il complice possa chiedere importi troppo elevati a titolo di tangente.
«Ho paura che Martelli poi chiede troppo, non puoi chiedere troppo, hai capito?». C'è una conversazione presa in ambientale dove emerge - sottolinea il gip - la finalità illecita di pilotare gli appalti. «Guarda che qua deve vincere questo ... le ditte ce le giostriamo noi tre insieme». Il sistema è semplice: l'accordo è stabile per far aggiudicare gli appalti alle ditte che vengono individuate. Ma ci sono anche altre iniziative prese in esame, come quella di dare una somma di denaro, 500 euro ad un altro consigliere del gruppo «per farlo stare zitto e tenerlo agganciato».
E infine ci sono anche altri obiettivi specifici. Il ritorno non è soltanto di natura economica ma si pensa anche al voto, come aggiunge il gip. «Si cerca di garantirsi un serbatoio elettorale», osserva il giudice che riporta un'altra ambientale: «E'pure vero che ti devi organizzare pure elettoralmente».