Assistiti dall'avvocato Renato Mattarelli, i familiari di un uomo morto nel marzo del 2013, all'età di 73 anni, hanno presentato ieri una richiesta di risarcimento danni. Secondo i familiari il decesso è la conseguenza di un errato intervento chirurgico eseguito nel marzo del 2010.
Come sostenuto dall'avvocato, al personale medico «va imputata la scelta chirurgica anziché la più opportuna terapia conservativa ed adiuvante anche in considerazione dell'età paziente di 73 anni» ma anche «la mancata acquisizione di un valido consenso all'intervento chirurgico del paziente, non informato delle alternative, dei rischi connessi e quindi viziato nella scelta terapeutica: la diaria è del tutto priva del modulo di consenso all'operazione e di parte del modulo di consenso all'anestesia mancante di n. 2 pagine su n. 3. L'erronea esecuzione dell'intervento chirurgico e delle cure è censurato dagli atti e dai fatti posteriori alle dimissioni del paziente che è si dovuto sottoporre a ulteriori ricoveri».