AMPIO SERVIZIO IN EDICOLA CON LATINA OGGI (13 DICEMBRE 2017)

Una parentopoli in stile Atac, solo più piccola, confacente alle dimensioni di una cittadina di 40mila abitanti qual è Cisterna. I parenti diretti e indiretti venivano «inseriti» nell'organico della Cisterna Ambiente e della Ima, la società che si aggiudicava in via esclusiva la manutenzione del verde in cambio, appunto, di assunzioni. Ieri intanto si è costituito l'imprenditore Raffaele Del Prete che si trovava fuori città per motivi di lavoro. Sono 26 i capi di imputazione contestati dai carabinieri e dal pm Cristina Pigozzo nei confronti degli indagati. Questa mattina il via con i primi interrogatori nel carcere di Velletri e poi a Latina.

Tutte le accuse dalla A alla Zeta
Strade, i lavori al cimitero, all'asilo e il verde. E' il quadrilatero investigativo che hanno esplorato i carabinieri e il pm Cristina Pigozzo e ha portato ad un vero e proprio terremoto a Cisterna con forti ripercussioni a Latina e ad Anzio. Il gip Giuseppe Cario tratteggia le proporzioni dell'inchiesta nella premessa dell'ordinanza cautelare. Il fenomeno è di una portata rilevante. «Le tangenti sono in diretta, il denaro contato e ceduto con indicazione degli appalti e delle gare pilotate. I risparmi di spesa per le opere pubbliche, in particolare le strade, gli asfalti fatti in malo modo per "recuperare" la tangente per l'amministratore. Ma anche lavori "complementari" messi al bando al solo fine di gratificare l'imprenditore per gare che si era aggiudicato con ribassi importanti, risparmio di spesa per l'ente che viene poi vanificato e "recuperato" in ulteriori lavori di favore assegnati». E' questa l'analisi del magistrato. Sulla scorta delle intercettazioni captate, il gip sostiene che l'acquisizione di vantaggi assomigliano a quelli che si vedono nella commedia italiana.
Tra i lavori che sono stati monitorati dagli inquirenti figurano: l'asilo nido di San Valentino, la ristrutturazione delle scuole Marcucci e Borgo Flora, le strade e i centri sociali. In questo caso per i lavori nella struttura scolastica, Donnini consegna 5mila euro a Mastrantoni. «E' una tranche della somma corrisposta in totale nell'ammontare di 15mila euro ma deve ancora 15mila euro - aggiunge il magistrato - per l'aggiudicazione dei lavori relativi ad un asilo nido nel quartiere San Valentino». E' in questa occasione che nell'ufficio di Mastrantoni c'è la consegna di altri 5mila euro. Agli atti una intercettazione: «Questi quanti sono» domanda Mastrantoni. E Donnini risponde: «Cinque, li puoi contare sono precisi».

Del Prete si è costituito
Si è costituito ieri nel carcere di Latina l'imprenditore Raffaele Del Prete, accompagnato dal suo avvocato Dino Lucchetti. L'interrogatorio di garanzia è fissato per venerdì. L'imprenditore si trovava fuori città per motivi di lavoro ed è per questo che non era stato trovato nel momento della notifica del provvedimento cautelare. Nel corso di una perquisizione, proprio lunedì mattina, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, hanno trovato e sequestrato una somma di denaro di poco meno di 100mila euro riconducibili all'imprenditore. Sempre nel momento in cui è scattata l'operazione sono state trovate altre somme di denaro in casa di altri indagati: Iacovacci e Caiazzo e che sono stati sequestrati.

Quel pressing del consigliere per la proroga 
Il solito Filippo Frezza, nel suo rutilante mondo di interessi, favori e tangenti, ad un cerro punto comincia a fare un pressing forsennato sul sindaco Eleonora Della Penna perché questa lasci «passare» l'affidamento della manutenzione del verde alla Ima, tramite la Cisterna Ambiente. La Della Penna si oppone perché ci vuole una gara, ma nella risposta ci sono elementi che la rendono consapevole di ciò che accadeva, pur facendo presente a Frezza la necessità di una gara. Dice la sindaca a Frezza: «Filippo non si può fare! Dimmi i nomi e i cognomi di questi e li facciamo prendere come interinali, dammi nomi e cognomi di questi, facciamo prima senza gara perché le gare vanno.... dimmi i nomi e i cognomi dopo di che si parla con Mauro Di Stefano, chiusi i rapporti; la ci stanno le attività sindacali e vediamo cosa si può fare, dopo di che l'unico attacco che possiamo avere che la Cisterna Ambiente... io l'affidamento alla Cisterna Ambiente non lo faccio, piuttosto me ne vado a casa». I nomi degli interinali non vengono approfonditi in questa inchiesta né c'è stata alcuna estensione all'agenzia di fornitura dei lavoratori. Le resistenze della sindaco contro l'affidamento diretto comunque non buttano giù Filippo Frezza, il quale nello stesso colloquio intercettato insiste

Il rifugio svelato dalla microspia sul luogo giusto
C'è un luogo cardine in questa indagine, il rifugio dove il vicesindaco Alvaro Mastrantoni parla con l'imprenditore Luciano Visentini. E parlano liberamente, non sapendo che proprio lì è stata installata una microspia. Questo ufficio di Cisterna si rivelerà la chiave di volta di tutta l'inchiesta per i segreti che si riuscirà a carpire e per le frasi determinanti, limpide, su quello che accadeva attorno a certi lavori per il Comune. Le intercettazioni provano «con assoluta chiarezza le pressioni che il vicesindaco Muzzupappa esercita insieme ad Andrea Caiazzo per costringere Luciano Visentini ad erogare somme di denaro in cambio di un interessamento dello stesso Muzzupappa per il pagamento delle fatture emesse per il servizio già reso, nonché per agevolarlo nell'affidamento di analogo servizio nel 2016». Visentini va dal vicesindaco a chiedere i pagamenti che gli spettano e che non arrivano.

Non è servito lagnarsi: il sindaco doveva agire
Appena insediata in comune, è il 10 giugno 2014, Eleonora Della Penna ha le idee chiarissime sul da farsi. L'11 giugno, con un decreto sindacale, rimuove il dirigente dell'Ufficio Condoni Edilizi e affida temporaneamente l'incarico al segretario generale di sua fiducia. Il quale segretario generale, provvede immediatamente a modificare il bando già esperito dalla precedente amministrazione per il reclutamento di 5 tecnici esterni ai quali affidare le pratiche di condono. Vengono prorogati i termini della selezione pubblica, vengono modificati i requisiti di ammissione alla selezione, viene stravolto il procedimento amministrativo, con lo spiacevolissimo risultato di veder ingaggiato tra gli altri un certo Carmine Domenico Nocera, benché questi non avesse prodotto le certificazioni attestanti il possesso dei requisiti richiesti. Più avanti, si verrà a sapere che il Nocera era incorso in un arresto per scontare una pena inflittagli per reati di stampo camorristico. Non è soltanto la prima bufera politica che la Della Penna subisce; è l'inizio di una serie di attività investigative che porteranno agli arresti dell'altro giorno.
Da quell'estate 2014 ad oggi, tre anni e mezzo di gestione del Comune, Eleonora Della Penna ha avuto mille ed una occasioni per capire da chi fosse circondata e di che pasta fossero alcuni dei suoi assessori e consiglieri comunali. Ma le è mancata la dose di esperienza politica necessaria per abbattere il muro di corruzione che aveva attorno: si è difesa, ha resistito cercando di farsi largo e creare attorno a sé un cuscinetto di protezione dalle insidie dell'illegalità in cui sguazzava un pezzo importante dell'amministrazione, ma non ha saputo trovare la dose di lucidità e coraggio necessaria per sparigliare il tavolo e scardinare il sistema che ha finito per travolgere anche lei. I suoi continui messaggi agli investigatori che sapeva essere dall'altra parte del filo in ogni conversazione telefonica, il suo dirsi stremata dalla condotta di questo e di quello, i suoi riferimenti continui alle processioni davanti ai cancelli di una certa impresa, le sue allusioni a presunti smazzettamenti, non potevano e non possono bastare a tenerla politicamente fuori da questa storiaccia fatta di corruzione e di prevaricazioni continue. Il sindaco avrebbe dovuto tracciare una linea di confine netta e riconoscibile da subito per chiamarsi fuori da quell'arena così malfrequentata. Se non lo ha fatto, è perché ha comunque voluto garantirsi una continuità politico-amministrativa che oggi è più traballante di ieri, benché nulla parli di una Eleonora Della Penna sporcata da Touchdown. Ma politicamente coinvolta con quella schifezza, quello sì.

Buttarelli il "fedelissimo"
Indispensabile. Gianfranco Buttarelli era questo per Alvaro Mastrantoni, Gianni Giarola e Danilo Martelli. Un punto di riferimento per gestire i loro affari con la pubblica amministrazione, tanto da brigare per farlo restare in Comune quando stava per accettare l'incarico di assessore al Comune di Latina. Questa almeno è l'immagine che emerge dalle carte dell'informativa con cui il pubblico ministero di Latina Cristina Pigozzo ha chiesto le misure cautelari per gli indagati nell'inchiesta Touch Down.
Gianfranco Buttarelli è finito lunedì agli arresti domiciliari e ha contestualmente rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore all'Urbanistica, Trasporti e ai Lavori pubblici del Comune di Latina. Le accuse mosse nei suoi confronti sono legate a fatti accaduti quando era dirigente del Comune di Cisterna. Un ruolo che il gruppo di politici finiti in manette ha fatto di tutto per potenziare, convinti di poter contare su un fedelissimo. Sì perché tale viene considerato Buttarelli nei discorsi tra i consiglieri. Il 12 giugno 2016 c'è in ballo l'affidamento dell'incarico dirigenziale del settore Gare e Appalti i consiglieri Mastrantoni e Giarola operano affinché sia affidato a Buttarelli.

AMPIO SERVIZIO IN EDICOLA CON LATINA OGGI (13 DICEMBRE 2017)