La prossima e ultima fermata dell'inchiesta sulla metropolitana sarà Roma. Dal capoluogo pontino dove il pubblico ministero Cristina Pigozzo aveva condotto le indagini, il fascicolo adesso è finito a Roma, dove si sono consumati i reati e lascia così gli uffici giudiziari di via Ezio verso piazzale Clodio dove sarà fissata la data dell'udienza preliminare. Il processo dunque si celebrerà a Roma dopo che gli inquirenti hanno chiuso l'inchiesta notificando agli indagati l'avviso di conclusione indagini. Alcuni hanno depositato delle memorie difensive, altri invece no e hanno mantenuto lo stesso profilo di quando l'inchiesta era in fase preliminare. Erano stati gli investigatori del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina ad indagare e a contestare una serie di reati che avevano portato anche al sequestro di somme di denaro. Erano stati alcuni componenti del collegio difensivo a presentare l'istanza relativa al difetto di competenza dell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi perché la truffa si sarebbe consumata a Roma dove ha sede il Ministero dei Trasporti soggetto che aveva erogato il contribuito di 3,6 milioni di euro e sono i soldi anche del raggiro contestato dagli investigatori e che fu chiesto ad agosto del 2004. Gli inquirenti inoltre hanno puntato anche su un altro aspetto per contestare la truffa: quello del sovradimensionamento dei possibili passeggeri. In tutto sono dieci le persone imputate. Risale al febbraio del 2011 il pagamento del primo stato avanzamento dei lavori, anche se non era stato ancora realizzato il progetto esecutivo della linea e non c'era alcun verbale di consegna dei lavori. La Procura aveva definito il progetto di «pura fantasia e con gravi incertezze sul profilo della fattibilità».