Il caso legato alla proprietà dei terreni de Le Salzare, ad Ardea, continua a tenere banco. Gli ultimi risvolti, in particolare, parlano di una proprietà passata totalmente nelle mani del Comune. Una svolta epocale, della quale abbiamo parlato con l'avvocato Francesco Falco, del foro di Velletri, che ha avuto modo di parlare, lo scorso 6 dicembre, in qualità di legale di alcuni residenti della zona, con il direttore per il Lazio dell'Agenzia del Demanio. Da lui ha appreso che il totale dei terreni ceduti ammonta a 736 ettari.

Da dove si ricava tale conteggio?
Da una semplice operazione matematica di addizione di quanto riportato nella nota di trascrizione del Decreto di trasferimento. Va poi ricordato che c'è un residuo, ossia il patrimonio non disponibile dello Stato, per lo più riferito a zone di interesse archeologico, culturale, corsi d'acqua e fossi.

Quali sono, quindi, le cose da fare per sostenere il compendio immobiliare ceduto?
La prima questione che va affrontata è senza dubbio l'analisi delle mappe tematiche de Le Salzare attraverso un confronto tra come erano e lo stato attuale di tale compendio. Si arriverà a una ricostruzione dei luoghi ma anche catastale e dei possessi illegittimi, oltre alle relative soluzioni. Poi si passerà alla ricognizione delle particelle: quelle soggette a coltivazione agricola, quelle industriali, quelle artigianali e residenziali, nonché la ricognizione delle occupazioni abusive.

Chi dovrebbe fare tutto ciò?
Tale attività è certamente compito del Comune di Ardea in quanto proprietario del compendio. A tal proposito era stato istituito dalla passata amministrazione l'Ufficio strategico e di cui ora sembra si siano perse le tracce.

Ci sono dei tempi da rispettare da parte del Comune riguardo al funzionamento dell'Ufficio strategico?
Assolutamente sì. E si stanno accorciando in maniera preoccupante. Mi spiego: negli accordi presi dal Comune di Ardea con l'Agenzia del Demanio vi è anche la clausola di salvaguardia, la quale prevede che, dopo tre anni dal trasferimento, qualora il Comune sia rimasto inerte nell'utilizzo degli immobili, tutto torni nelle mani dello Stato. L'accordo è del 20 febbraio 2017, non dico altro.

Cosa dovrebbe fare il Comune di Ardea per ottemperare alla suddetta clausola?
Procedere alla valorizzazione del compendio Le Salzare, attraverso procedure di messa al bando della vendita o di locazione di quei terreni, di procedere alle sanatorie edilizie e ancor prima procedere all'affrancazione dell'uso civico. Questo consentirebbe anche al Comune. In caso di inerzia, però, tutto il compendio tornerebbe al Demanio con esiti assai prevedibili per quanto concerne la vicenda urbanistica degli immobili insistenti su tale area.

Intanto dalla Procura di Velletri sono state notificate ingiunzioni di demolizione per gli abusi realizzati nel comprensorio Le Salzare e riguardanti sentenze passate in giudicato. A tal proposito cosa può essere fatto?
Tali ingiunzioni sono atti dovuti, ma possono essere oggetto di opposizione innanzi al giudice dell'esecuzione penale. Va da sé che rispetto a tale procedimento gioverebbe non poco l'avvio della valorizzazione urbanistica de Le Salzare.

Per concludere, cosa dovrebbero fare i residenti del comprensorio?
Innanzitutto seguire con attenzione le vicende prossime, non lasciarsi andare alla rassegnazione o alle voci di corridoio. Quello che vedo è che i residenti sono disorientati e confusi, spesso logorati da anni di aspettative deluse o strumentalizzate. Insomma occorre partecipazione - organizzata, pacifica e determinata -, al fine di essere presenti e vigilare con la maggiore unità possibile sui processi decisionali politico-amministrativi.