Il rapporto tra Damiani e il Comune di Latina, l'esposizione economica del Comune sovrastimata rispetto ad un rapporto in cui i rischi dovevano finire sul privato, la dubbia gestione dell'anagrafica delle sepolture, la costruzione ad oltranza di nuovi loculi senza il recupero di quelli vecchi. Sarebbero principalmente questi i nodi che sta cercando di dipanare la Guardia di Finanza pescando nella matassa ingarbugliata di un rapporto quasi decennale per la gestione del cimitero di Latina, legato ad un contenzioso milionario e con molti quesiti che la politica non è riuscita a chiarire. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza su delega della Corte dei Conti (e dopo la segnalazione del gestore all'Anac) da maggio sta passando al setaccio carte, documenti, determine, mandati di pagamento facendo la spola tra gli uffici e ascoltando i tecnici per verificare le responsabilità contabili ed amministrative del Comune di Latina e del privato ed eventuali profili di illegittimità dopo i rilievi messi nero su bianco dall'Autorità Anticorruzione. A finire sotto la lente la convenzione siglata a marzo del 2009 tra il Comune di Latina e la ditta Ipogeo Srl, società della Damiani Costruzioni che è diventata l'unica interlocutrice dei cittadini nelle necessità cimiteriali. La vicenda è complessa ed è stata scandita fino ad oggi da somme che potrebbero costituire un capitolo consistente alla voce danno erariale.
A partire da quel 1 milione di euro che il Comune ha corrisposto ad Ipogeo per le due annualità (le altre sono oggetto di contenzioso) delle spese di mantenimento dei loculi 2009-2010 e 2010-2011 e che toccano da vicino la tassa ricadente sulle 30mila sepolture del cimitero prevista nel contratto. Chi paga i 18,50 euro annui per la manutenzione delle sepolture? Finora è stato il Comune e solo negli ultimi due anni stanno provvedendo i cittadini con i bollettini inviati a casa o al momento della regolarizzazione dei contratti. Il nodo nasce perché il Regolamento di Gestione prevede che sia il comune che deve pagare ad Ipogeo le spese di manutenzione, se non lo fanno i proprietari. Ma a rintracciarli deve essere il gestore, una circostanza che si risolve in un lungo tira e molla. Prima il comune ha incaricato Ipogeo di aggiornare l'anagrafe del cimitero sotto Nardone, dandogli 2 anni di tempo e 87 mila euro ma gli eredi vengono rintracciati solo parzialmente e tra un carta bollata e l'altra l'ente corrisponde due annualità, la prima da 500mila euro con determina del 30 settembre 2010, la seconda da 540mila euro con determina del 19 dicembre 2011.Altro nodo al vaglio della Finanza quello della realizzazione di quasi mille loculi provvisori al costo di 900mila euro, un'altra voce di spesa che Barbato cancellò approvando il progetto di ampliamento del cimitero, in stand by per oltre sei anni. Ipogeo chiedeva di realizzarli e il Comune approvava, per far fronte alla scarsità di sepolture e al diniego a realizzare l'ampliamento, al costo di 800 euro a loculo tra costi di costruzione e smaltimento. Oggi è un costo che non c'è più ma su quelle autorizzazioni temporanee ordinate senza batter ciglio c'è molto da chiarire.