24.12.2017 - 09:00
Non sono bastate cinque ore di dibattito consiliare per risolvere il caso delle congregazioni religiose, legate a convenzioni non più rinnovabili ma le cui condizioni economiche ed organizzative non permettono di aderire alle proposte del Comune. E non è servita allo scopo neanche la mediazione della Curia, armata di buone intenzioni ma legata ad un parere legale ed a una consulenza che non ha tenuto conto della specificità e delle esigenze della comunità salesiana. Ad oggi è questo il dato che emerge dalla vicenda delle scuole paritarie insieme a quella mancata concertazione «dal basso» su una vicenda che investe il sentimento profondo di una comunità che in San Marco si è riconosciuta e ha costruito le sue solida basi negli anni. E leggendo tra le righe della nota dei salesiani diramata venerdì emerge proprio questo. «Qualcuno ha parlato al posto nostro». Prima di vagliare norme e studiare soluzioni, insomma, nessuno li ha consultati calandosi nella realtà locale. C'è da capire quale possa essere la strada per ricomporre il quadro e tentare di non lasciarsi scappare la Congregazione. La comunicazione di Grazia De Simone (con cui si invita le suore a prendere una decisione sulle proposte fatte) è del 18 dicembre e poco dopo è arrivata la deliberazione del consiglio generale delle salesiane di Roma che ha votato il no a quelle proposte. Ieri intanto è stata avviata una ulteriore mediazione tra amministrazione e Curia di cui si è fatto carico un assessore e che potrebbe preludere all'annuncio di una nuova linea da seguire da parte del Comune, da annunciare nel Consiglio del 28 (con inizio alle ore 10). Un consiglio che l'opposizione tutta ha annunciato di voler occupare se non si darà seguito all'impegno assunto nell'ultimo consiglio.
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