Si chiude definitivamente un altro filone giudiziario legato alla costruzione del residence "Le Salzare", in parte edificato su un'area sottoposta a vincolo archeologico nel territorio di Ardea. La società in fallimento, infatti, non otterrà alcun risarcimento da parte del Comune di Ardea per il rilascio della concessione edilizia, "viziata" proprio dall'esistenza di un vincolo risalente al 1980 e notificato originariamente soltanto a chi possedeva l'area prima della cessione - avvenuta nel 1989 - alla società costruttrice del residence, oggi in parte abbattuto. A esprimersi sulla vicenda con una sentenza è stato il Consiglio di Stato, che non ha accolto le rimostranze della ditta in fallimento: in sostanza, veniva chiesta la condanna al risarcimento del danno dovuto dall'annullamento della concessione edilizia avvenuto nel 1997 e arrivato tardivamente rispetto all'esistenza del vincolo ma comunque passato in giudicato con un'altra sentenza del Consiglio di Stato. Secondo l'avvocato del fallimento si sarebbe prospettata una mancanza di "buona fede" da parte del Comune, che non avrebbe comunicato l'esistenza del vincolo alla ditta stessa, concedendo una concessione edilizia in variante. I giudici, partendo dal presupposto che sulla trascrizione del vincolo di inedificabilità si è già parlato in altro giudizio ormai definitivo, hanno deciso per il respingimento dell'appello. L'esistenza del vincolo, infatti, poteva evincersi dagli atti della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma, con l'identificazione dell'area nel territorio di Pomezia, non esistendo registri censuari di Ardea. Di conseguenza, viene esclusa una responsabilità in capo al Comune e non è stato disposto il risarcimento del danno.