Ancora un episodio inquitetante registrato nei pressi del campo nomadi di Castel Romano, lungo la via Pontina, al confine fra Roma e Pomezia. In particolare, attorno alle 22 di giovedì sera, un uomo di Ardea che stava andando al lavoro si è imbattuto nel lancio dei sassi verso la carreggiata nord della 148, con una pietra finita sul parabrezza dell'auto, chiaramente danneggiato sul lato passeggero.
Purtroppo, quello delle sassaiole registrate nei pressi del campo rom non è una novità: tra la primavera e l'estate scorse, infatti, le segnalazioni riguardanti il lancio di pietre e altro materiale dalle zone esterne alla Pontina - ossia dove ci sono alberi e siepi, sempre nelle vicinanze del campo nomadi - si erano susseguite per diverso tempo, associate a una serie di furti e rapine messi a segno nel vicino distributore di carburante, tutti avvenuti in orario notturno.
Fortunatamente, in quel caso la polizia riuscì a scoprire l'accaduto è arrivò a denunciare otto ragazzetti, tutti minorenni e domiciliati nel campo nomadi.
Il loro modus operandi era sempre lo stesso: si recavano nella stazione di servizio di Castel Romano e prendevano di mira gli automobilisti durante la sosta per il rifornimento. «I giovani, armati di mazze e bastoni, mettevano in atto veri e propri agguati, per lo più a donne e anziani» spiegarono, a ottobre, dalla Questura di Roma. Nello specifico, ogni ragazzetto aveva un ruolo preciso: c'erano la vedetta, il cassiere e il protettore della via di fuga che, in caso di reazione della vittima, provvedeva al pestaggio del malcapitato. In più, quando il "colpo" non andava a segno, il gruppo di giovani rom «scatenava la sua furia - precisarono dalla Questura - con una sassaiola contro le macchine che transitavano sulla Pontina».
La speranza, anche stavolta, è che le forze dell'ordine riescano a far chiarezza su questo rigurgito delle sassaiole, al fine di evitare che possano verificarsi brutti incidenti.