Il silenzio che arriva da Roma lascia intendere che l'esito dell'udienza che si è svolta al Riesame lo scorso 23 dicembre per l'operazione Touchdown potrebbe essere scontato e che le misure cautelari nei confronti di tre indagati: Marco Muzzupappa, Giovanni Giarola e Filippo Frezza, difesi dagli avvocati Orlando Mariani, Alessandro Paletta e Francesca Apponi restino inalterate. Sono ore decisive infatti dopo che nei giorni scorsi a Roma si era svolta l'udienza in merito alla richiesta presentata dal collegio difensivo e appare con il trascorrere delle ore sempre più probabile l'ipotesi che il quadro resti immutato.
Ieri mattina sono state discussi anche altri ricorsi di altri indagati, anche se il collegio dei magistrati era diverso rispetto a quello che ha discusso il procedimento lo scorso 23 dicembre. Hanno impugnato la misura restrittiva emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario anche Raffaele Del Prete, difeso dall'avvocato Dino Lucchetti che ha chiesto per il proprio assistito la completa libertà e in alternativa una meno afflittiva. E poi è stata discussa la posizione anche di Enrico Baccari, difeso dagli avvocati Laura Bove e Luca Giudetti, quello di Stefano Ettorre, difeso dall'avvocato Armando Argano e poi Mauro Di Stefano, Patrizio Placidi, difeso dall'avvocato Fagiolo ed Egidio Ambrosetti, assistito dall'avvocato Marcello Montalto. Per tutti è stata chiesta la rimozione della misura restrittiva, alcuni infatti si trovano in carcere e altri invece agli arresti domiciliari. Il termine per queste ultime posizioni scade invece domani. Le accuse contestate dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia nell'ambito di una inchiesta condotta dal pubblico ministero Cristina Pigozzo, sono quelle oltre che di associazione a delinquere per alcuni indagati, anche di corruzione, concussione e turbativa d'asta.