Quello del Parco nazionale del Circeo è un territorio fragile ed esposto a diversi rischi e problemi. Tra questi, quelli legati al ciclo dei rifiuti e il mattone selvaggio. Illeciti contro i quali saranno intensificati ancor più i controlli da parte dei carabinieri forestali. Nei giorni scorsi l'approvazione del piano operativo da parte dell'Ente Parco, in accordo con l'Arma.
L'area da tenere sott'occhio si estende su quasi novemila ettari. Tra gli elementi di «rilevante valore», oltre ai tanti beni storici e archeologici, la foresta demaniale, il promontorio, i laghi costieri e l'isola di Zannone. Luoghi di particolare bellezza, ricchi di biodiversità e per questo anche fragili e da tutelare. L'attività di monitoraggio e tutela, come si legge nel documento sottoscritto da Parco e Arma, sarà soggetta a modulazioni stagionali rispetto alle diverse materie oggetto di specifica tutela.
La prima che si incontra è quella relativa all'attività edilizia, che «necessita di un costante impegno, in particolare nelle aree più sensibili del territorio». Gli abusi edilizi non sono rari. Anzi, tutt'altro. Consistono il più delle volte in difformità e ampliamenti rispetto ai progetti eventualmente autorizzati, ma non mancano casi di cambi di destinazione d'uso imprevvisati e illeciti di maggiore gravità.
Si annunciano controlli più serrati anche per quel che riguarda la «deprecabile pratica dell'abbandono» all'interno dell'area protetta. Un problema spesso segnalato anche dai cittadini, contro il quale l'unica arma effettivamente efficace pare essere la prevenzione attraverso uno specifico monitoraggio. L'elenco non finisce qui. Ovviamente nel 2018 i controlli saranno rivolti anche al fenomeno del bracconaggio, inclusa l'isola di Zannone dove i sequestri operati dal Nipaf confermano la presenza della pratica illecita, sulla pesca irregolare, ma anche sul transito fuoristrada con mezzi a motore, specie sulle dune di Sabaudia, dove i danni ogni volta sono incalcolabili.
Chiaramente non è stato trascurato il servizio di prevenzione degli incendi boschivi, soprattutto tra giugno e settembre. Esso sarà garantito attraverso il pattugliamento e la permanenza del personale nelle ore e nei periodi di maggior rischio.