Quello del sottodimensionamento dell'Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno è un problema cronico a cui non si riesce, a quanto pare, a trovare una soluzione. Personale ridotto all'osso e turni estenuanti, ma stavolta qualcosa di ancora più grave è successo e che ha portato il personale infermieristico ad alzare la voce.
Una operatrice socio sanitaria di 66 anni in forza alla struttura sanitaria locale ha accusato in grave malore mentre era in servizio ed è stata trasportata d'urgenza a Roma dove è ricoverata in condizioni critiche in terapia intensiva. La donna, fino alla tarda serata di ieri, risultava essere in fin di vita.
La donna lo scorso anno aveva avuto gravi problemi di salute ed era stata in malattia per sei mesi. Poi il ritorno a lavoro e gli orari estenuanti non consoni alla sua situazione di salute precaria. Il 31 dicembre la donna aveva fatto la "lunga" staccando dopo 12 ore di lavoro. Il primo gennaio avrebbe dovuto fare solamente la mattina, ma vista la carenza di personale è stata costretta ad un altro doppio turno. A metà pomeriggio il malore mentre era in corsia, le cure al pronto soccorso di Anzio e la corsa disperata a Roma.
Alla notizia il marito, anche lui in forza all'Ospedale, ha accusato un infarto ed è stato anche lui ricoverato. Un fatto che ha sconvolto i colleghi che hanno chiesto con forza ai Sindacati di intervenire presso la Asl per tornare a condizioni di lavoro che siano minimamente accettabili. «Siamo continuamente costretti a turni massacranti – ci spiegano – doppi turni praticamente sempre e non ci fanno fare i tripli turni solo perché la legge li vieta espressamente. Ci sono milioni di cose da fare, le persone da assistere e non si arriva mai. La situazione è logorante. E' ovvio che non si possono lasciare le persone senza assistenza ma non è neanche possibile dover lavorare fino allo sfinimento, fino alla morte e non riuscire neanche ad arrivare alla pensione che sta diventando un traguardo da sopravvissuti. Questo modo di lavorare è pazzesco, non si può davvero andare avanti così».